Skip to content
Focus internazionale

Afghanistan, le condizioni estreme a cui sono ridotte le donne

Afghanistan, 20 luglio, 40 gradi, un passo di montagna: donne coperte dalla testa ai piedi stanno impastando delle focacce ai lati della strada per Jalalabad, da vendere ai viaggiatori di passaggio per pochissimi spicci, necessari però per la loro sopravvivenza.
Sono soprattutto vedove o ragazze che cercano di dare un aiuto minimo alla famiglia. Di gruppi come questi ai bordi delle strade più frequentate ce ne sono parecchi, si fanno coraggio stando insieme. Ogni focaccia costa 2 afghani ovvero 0,026 centesimi di euro al cambio corrente, meno di una miseria, che però consente loro di mantenere la propria dignità, anziché mendicare. Attualmente alle donne afghane viene sostanzialmente impedito di esercitare i propri diritti fondamentali, nonché quelli economici, non possono lavorare né spostarsi autonomamente senza un maharam, un accompagnatore di sesso maschile. Essere single o vedove, senza uomini in famiglia, significa dover lottare quotidianamente per la propria sopravvivenza. Questo è quello che ci ha testimoniato Shazia M. con questa immagine scattata due giorni fa. Questa è la condizione a cui sono ridotte moltissime donne afghane dal regime dei talebani, che trovano anche interlocutori disposti a negare l’accesso alle donne al tavolo delle trattative, come è successo il 1 luglio scorso a Doha, quando l’ONU si è piegato alla richiesta di non avere rappresentanza femminile al vertice internazionale. 

Annunci
Annunci
Afghanistan
Leggi anche
Torna su
No results found...