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Focus internazionale

Afghanistan: le scuole si trasformano in madrase.

Dal 15 agosto 2021, le azioni dei talebani sono state graduali, iniziando con la chiusura delle scuole secondarie femminili

nel settembre 2021, fino alla chiusura delle università alle studentesse nel dicembre 2022. La mancanza di donne istruite porterà anche a carenze in settori cruciali come la sanità: le studentesse, infatti, nel dicembre 2024, sono state cacciate da un giorno all’altro anche dalle facoltà di medicina e scienze infermieristiche, l’ultimo percorso di istruzione superiore che era rimasto aperto per le donne. Attualmente,

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I’Afghanistan è l’unico paese al mondo che vieta alle ragazze di accedere all’istruzione oltre il livello primario, 1.4 milioni di donne a cui è stato negato il diritto allo studio.

Ma anche per i maschi le cose non vanno bene. Il regime talebano in Afghanistan è intervenuto non soltanto sui curricula scolastici, ma anche sull’abbigliamento degli studenti: all’inizio del nuovo anno scolastico in Afghanistan, i talebani hanno imposto una nuova uniforme: da qualche giorno i jeans sono stati banditi, sostituiti da shalwar kamiz tunica lunga e pantaloni larghi, blu per i più giovani e bianchi per i più grandi. Anche il turbante diventa obbligatorio, bianco per i più piccoli e nero per quelli dell’ultimo anno della scuola superiore, proprio come quello dei talebani. Gli studenti devono studiare il Corano secondo l’interpretazione dei talebani, con l’aggiunta di una violenta propaganda contro l’Occidente. In pratica stanno smantellando la scuola pezzo per pezzo. Nel frattempo, materie come le scienze e la storia vengono sostituite da lezioni religiose, lo spazio del pensiero critico o della creatività completamente eliminati.

Tutti questi studenti vengono cresciuti sotto le rigide regole dei fondamentalisti talebani, senza alcuna possibilità di plasmare il proprio futuro o migliorare il proprio paese, un’intera generazione è influenzata da idee estremiste e dai piani dei mullah.

Dal loro ritorno al potere nel 2021, i talebani hanno fondato scuole jihadiste nella maggior parte delle città afghane, ad Herat, a Balkh, nelle province di Panjshir, Nuristan, Takhar, , Badakhshan, su consiglio diretto del leader talebano Mullah Haibatullah Akhundzada. Inoltre nell’ambito di un nuovo programma di reclutamento nelle scuole jihadiste, i talebani stanno inviando negli ‘Orfanotrofi jihadisti’ i bambini di età compresa tra i sei e i diciotto anni, orfani o provenienti da famiglie i cui padri sono emigrati in altri paesi, che ora sono quindi senza tutori,promettendo di coprire tutti i costi per gli studi, che saranno a carico dell”Emirato Islamico. Ai bambini verranno insegnati il Corano e le scienze islamiche, secondo l’interpretazione talebana, un vero e proprio indottrinamento per i maschi di un’intera generazione, che non hanno altra scelta se non quella di studiare sotto il controllo del regime.   I talebani sono intervenuti anche nelle Università statali, riducendo drasticamente il numero dei professori. Naturalmente i primi licenziamenti hanno riguardato le insegnanti donne, permanentemente private dei posti di insegnamento nelle università finché il gruppo sarà al potere.

Secondo un’inchiesta del quotidiano Hasht-e Sobh, il Ministero dell’Istruzione Superiore dei talebani avrebbe già rimosso decine di professori dalle varie facoltà delI’Università di Kabul, dalla Facoltà di Medicina e al Politecnico di Kabul, e al loro posto sono stati nominati mullah provenienti da scuole religiose, non necessariamente esperti delle discipline. I talebani hanno introdotto cambiamenti anche nei curricula universitari e nell’organizzazione degli atenei, con l’obiettivo di renderli conformi alla loro interpretazione della legge islamica. Purtroppo in questo clima di paura e incertezza che coinvolge anche gli intellettuali,gli insegnanti e gli accademici, specialmente coloro che avevano legami con il precedente governo o con organizzazioni internazionali, in tanti hanno dovuto lasciare il paese per motivi di sicurezza o per cercare opportunità in contesti più stabili. Il rischio di finire in prigione è altissimo, molti insegnanti sono stati minacciati, percossi e trattenuti dai talebani per le loro critiche o semplicemente per non essersi allineati al regime.
L’ impoverimento culturale drammatico che il regime sta imponendo non giova di certo ad un paese che sta affrontando una crisi economica e sociale devastante, e rappresenta inoltre un pericolo di radicalizzazione sistemica per un’intera generazione di studenti, che avrà conseguenze per i decenni a venire.

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