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Algeria, il paese volta pagina e sostituisce il francese con l’inglese nelle università

L’Algeria ha deciso di riscrivere la sua narrativa accademica e culturale. Le parole e la lingua si sa, sono parte integrante della cultura di un paese ed Algeri così, a partire da settembre 2025 ha deciso di adottare la lingua inglese nelle facoltà di medicina e scienze, mettendo progressivamente da parte il francese 

  

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La decisione del Ministero dell’Istruzione Superiore è maturata in un contesto segnato da crescenti tensioni diplomatiche con la Francia, culminate con il ritiro dell’ambasciatore algerino dopo il sostegno di Parigi alle rivendicazioni marocchine sul Sahara Occidentale.  

 

Il passaggio alla lingua inglese è però parte di una strategia più ampia di internazionalizzazione dell’istruzione superiore algerina, come evidenziato in recenti studi sul ruolo dell’English Medium Instruction (EMI) nel Nord Africa. 

 

La lingua francese, che era onnipresente nei corridoi delle università algerine, oggi fa fatica a mantenere la propria centralità. Secondo il professore Sadallah Boubaker-Khaled, “il francese è ormai una lingua perduta”, abbandonata persino da alcuni tra i suoi più antichi sostenitori. I giovani algerini, sempre più connessi al mondo digitale e globale, preferiscono l’inglese, definita oggi come lingua dell’economia, della scienza, della tecnologia e delle relazioni internazionali. La scelta dell’inglese è dettata dalla volontà di competere su scala mondiale, trovare lavoro nei mercati globali e dare visibilità alla propria ricerca scientifica. 

 

Ma dietro la forte ambizione, emergono ostacoli piuttosto concreti. L’Indice di Competenza in inglese stilato da Education First nel 2024 ha classificato l’Algeria al 78° posto su 116 Paesi, con un livello di competenza “basso”. Le sfide sono decisamente evidenti.  

 

La scarsa disponibilità di materiali didattici in inglese, molti docenti non ancora formati per l’insegnamento della lingua, le resistenze culturali e identitarie e le diseguaglianze tra le università delle grandi città e quelle nelle aree periferiche sono solo alcune delle sfide che l’Algeria deve affrontare per apportare questo profondo cambiamento. E come sottolineato dal professore Seyfallah dell’Università Houari Boumediene, sarà necessario “un approccio graduale, ben sostenuto ed inclusivo”. 

 

Il governo ha intanto già introdotto l’insegnamento dell’inglese nelle scuole primarie, ma resta da capire se i futuri studenti universitari avranno una padronanza sufficiente per affrontare studi tecnici e scientifici in una lingua così complessa. E non basta preparare gli studenti poiché servono anche docenti qualificati, capaci di trasmettere contenuti avanzati in un inglese accademico. 

 

Il cambio linguistico non è da inquadrarsi però come un caso isolato. In altre ex colonie francesi dell’Africa, il francese viene sempre più spesso percepito come un qualcosa di lontano, superato, anziché essere una risorsa. In Senegal e in Costa d’Avorio, la crescente richiesta di autonomia culturale sta spingendo verso una revisione profonda del ruolo della lingua francese nella società. 

 

Il caso dell’Algeria, però, è diverso. Qui la lingua è da sempre terreno di battaglia tra identità, modernità e memoria coloniale. Il passaggio all’inglese rappresenta una cesura, una dichiarazione d’indipendenza linguistica e culturale e rappresenta anche un tentativo di rilancio geopolitico nel posizionarsi soprattutto come hub accademico e scientifico dell’Africa del Nord ed attrarre multinazionali. 

 

Non sarà un percorso semplice, ma è un segnale potente da parte di Algeri. L’Algeria ha scelto di aprirsi al mondo aprendo il suo mondo verso l’inglese. Il cambiamento parte dalle parole e la scelta della lingua inglese è un primo ma grande step per ridefinire la propria identità culturale

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