Skip to content
Diritti umani

Algeria, la pressione sugli attivisti ambientali: il caso Lahouiri preoccupa l’ONU

In Algeria cresce la preoccupazione internazionale per il caso dell’attivista ambientale Moustapha Lahouiri, mentre l’ONU denuncia pressioni e procedimenti giudiziari contro i difensori dei diritti umani.

L’attenzione internazionale si concentra sull’Algeria per il caso di Moustapha Lahouiri, attivista ambientalista e sindacalista da anni impegnato nella difesa delle foreste e dei diritti dei lavoratori. Secondo diverse fonti, Lahouiri sarebbe oggetto di un persistente accanimento giudiziario legato al suo impegno civile, in un contesto più ampio di restrizioni nei confronti dei difensori dei diritti umani emerso dopo le proteste del Hirak nel 2019.

Lahouiri è noto per la sua attività a favore della tutela degli ecosistemi forestali, un tema particolarmente sensibile in un Paese segnato da incendi ricorrenti, sfruttamento delle risorse e fragilità ambientale. Tuttavia, proprio questo impegno sembra averlo esposto a una serie di convocazioni, interrogatori e procedimenti giudiziari che i suoi sostenitori definiscono privi di fondamento. Tali misure, oltre a incidere sulla sua libertà di movimento, limitano concretamente la sua capacità di partecipare alla vita associativa e di portare avanti iniziative civiche.

Annunci

A esprimere preoccupazione è stata anche Mary Lawlor, relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei difensori dei diritti umani. Secondo Lawlor, il caso di Lahouiri rientra in un più ampio schema di ritorsioni contro chi opera pacificamente per la tutela dell’ambiente e dei diritti fondamentali. La relatrice ha ribadito che la difesa delle risorse naturali e dei diritti civili non può essere oggetto di criminalizzazione e che gli Stati hanno l’obbligo di garantire un contesto sicuro per l’azione dei cittadini impegnati nell’interesse collettivo.

Dal 2019, numerosi attivisti in Algeria denunciano restrizioni simili: sorveglianza, limitazioni alle attività associative e procedimenti giudiziari ricorrenti. In questo quadro, il caso Lahouiri assume un valore emblematico, diventando simbolo delle difficoltà incontrate da chi cerca di coniugare impegno ambientale e partecipazione civica.

La presa di posizione delle Nazioni Unite riporta al centro del dibattito il rapporto tra tutela dell’ambiente e diritti umani, sottolineando come questi ambiti siano sempre più interconnessi. La richiesta rivolta alle autorità algerine è chiara: porre fine alle pratiche considerate repressive e rispettare gli impegni internazionali in materia di diritti fondamentali, garantendo protezione a chi agisce pacificamente per il bene comune.

Annunci
Algeriaambientalismoattivistidiritti umaniforesteHirakMary LawlorMoustapha Lahouirionurepressione
Leggi anche
Torna su
No results found...