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Diritti umani

Algeria, poeta di nuovo a processo: ora rischia la pena di morte

Le autorità algerine stanno violando il principio per cui non si può essere processati né tantomeno puniti due volte per le stesse azioni.

Gli esperti sui diritti umani delle Nazioni Unite hanno espresso profonda preoccupazione per la decisione del tribunale di Algeri di processare una seconda volta, per tre nuovi reati, Mohamed Tadjadit, poeta e attivista del movimento di protesta Hirak.
Il processo inizia il 30 aprile. Tadjadit è ora accusato di “attacco armato”, “cospirazione” e “azioni contro l’autorità dello stato e dell’integrità del territorio nazionale”, reati di terrorismo previsti dall’articolo 87 bis del codice penale e punibili con la pena di morte.
Tadjadit era stato già condannato a 16 mesi di carcere nel marzo 2022. La pena era stata poi ridotta in appello, cosa che aveva consentito al poeta di tornare in libertà cinque mesi dopo. Già in quella occasione le Nazioni Unite, attraverso una dichiarazione del Gruppo di lavoro sulle detenzioni arbitrarie, avevano denunciato che si era trattato di un processo iniquo.
Ora sei relatori e relatrici sui diritti umani delle Nazioni Unite sostengono che Tadjadit è sotto processo per gli stessi motivi per i quali era stato condannato quattro anni fa: l’esercizio della libertà d’espressione e la difesa dei diritti umani. Da questo punto di vista, aggiungono, anche se hanno usato l’articolo 77 del codice penale per “riclassificare” i reati, le autorità algerine stanno violando il principio per cui non si può essere processati né tantomeno puniti due volte per le stesse azioni.
Credits photo Lydia Saidi / Al Jazeera
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AlgeriaMohamed Tadjadit
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