Il 28 luglio il tribunale amministrativo di Algeri ha deciso di sciogliere il Sindacato nazionale autonomo dei lavoratori e delle lavoratrici dell’educazione e della formazione, fondato e registrato nel 2007.
La decisione, di cui Amnesty International ha sollecitato l’immediato annullamento, è stata presa su richiesta dei ministeri del Lavoro e dell’Educazione, che hanno invocato l’applicazione della legge 23-02 sulle organizzazioni sindacali, entrata in vigore nell’aprile 2023.
La legge conferisce alle autorità poteri arbitrari di sospendere o sciogliere un sindacato per motivi descritti in modo vago e generico, come il mancato rispetto degli statuti interni o l’organizzazione di scioperi “illeciti” che compromettono “la continuità o il funzionamento dei servizi pubblici”.
Questo provvedimento s’inserisce in un più ampio attacco al dissenso e alle libertà sindacali, in atto da tempo in Algeria.
Lo scorso anno cinque sindacalisti, tra cui due esponenti del sindacato sciolto giorni fa, sono stati arrestati per aver organizzato proteste contro il deterioramento delle condizioni lavorative. Nel febbraio di quest’anno Ali Mammeri, rappresentante del Sindacato dei funzionari civili impiegati nei settori dell’arte e della cultura, è stato condannato a dieci anni di carcere.
NEWS e ANAlisi dalle Afriche martedì 18 Agosto 2026


