Dopo essere stato costretto a posticipare il suo viaggio in Angola a causa dell’uragano Milton, il presidente statunitense Joe Biden si appresta ora a visitare il paese africano all’inizio di dicembre 2024. Questa visita è ben più di una tappa diplomatica: rappresenta un momento cruciale per gli Stati Uniti, non solo per mantenere una promessa fatta al continente africano, ma anche per consolidare il ruolo dell’America nella competizione globale con la Cina. In questa occasione, Biden celebrerà il progetto del Corridoio Lobito, un’infrastruttura strategica che sta guadagnando attenzione internazionale e che coinvolge diversi attori globali. Questo progetto, del valore di circa 2 miliardi di dollari, prevede la costruzione e il rinnovamento di 1.150 miglia di ferrovia per collegare il porto angolano di Lobito con le ricche miniere di rame, cobalto e altri minerali essenziali della Repubblica Democratica del Congo e dello Zambia.
I minerali trasportati attraverso questa infrastruttura sono cruciali per la tecnologia moderna, in particolare per la produzione di dispositivi elettronici e veicoli elettrici, prodotti richiestissimi in tutto il mondo, non ultimo in Cina. Gli Stati Uniti e l’Unione Europea vedono nel Corridoio Lobito un’opportunità per garantirsi un ruolo primario nella catena di approvvigionamento globale e ridurre la dipendenza dalle infrastrutture cinesi, in particolare quelle della Belt and Road Initiative. Per Biden, questo corridoio rappresenta un trionfo della visione americana per l’Africa, in quello che potrebbe definirsi una sorta di “nuovo Piano Marshall” volto a sostenere lo sviluppo economico locale e a creare un modello alternativo a quello cinese, percepito spesso come coercitivo e squilibrato.
La scelta di Biden di rafforzare i legami con l’Angola e di sostenere progetti di sviluppo infrastrutturale nel paese ha anche una rilevanza politica e simbolica. Per anni, l’Angola ha avuto relazioni strette con la Cina e la Russia, risalenti al periodo post-indipendenza, quando l’Unione Sovietica e Cuba sostennero l’MPLA, il partito al governo, mentre gli Stati Uniti e il Sudafrica dell’apartheid appoggiavano le forze avverse. Negli ultimi decenni, la Cina ha giocato un ruolo importante nello sviluppo delle infrastrutture angolane, grazie ad ingenti investimenti, spesso in cambio di forniture petrolifere. Ma con il Corridoio Lobito, gli Stati Uniti sembrano voler ribaltare questo equilibrio, offrendo all’Angola e all’Africa un’alternativa tangibile, anche se con sfide rilevanti, per affermare una collaborazione meno dipendente dagli aiuti cinesi.
Dietro il simbolismo politico e la strategia economica, c’è però anche una storia più profonda e complessa. I paesi africani, tra cui l’Angola, non vogliono scegliere tra gli Stati Uniti e la Cina: il loro obiettivo primario è massimizzare i benefici economici dai vari partner internazionali. Da un lato, infatti, il presidente angolano João Lourenço cerca di attrarre investimenti esteri da più direzioni e di posizionare l’Angola come snodo strategico per le risorse del continente. Dall’altro lato, vi sono tensioni interne legate alla governance e alla gestione delle risorse, come quelle con la vicina Repubblica Democratica del Congo, che spesso complicano il quadro. Inoltre, la popolazione angolana, e in particolare i giovani, nutrono aspettative verso i propri leader affinché creino posti di lavoro e migliorino le condizioni economiche generali, aspettative che spesso rimangono insoddisfatte e che potrebbero rappresentare una sfida anche per gli attuali alleati americani.
Dunque, la visita di Biden in Angola non è solo un’occasione di diplomazia o di competizione economica. È un tentativo di rafforzare un rapporto complesso e storicamente altalenante con un paese che si trova al centro di interessi globali divergenti. L’esito di questo viaggio dipenderà molto da come gli Stati Uniti riusciranno a mantenere una cooperazione sostenibile e reciprocamente vantaggiosa con l’Angola e gli altri stati africani. Al di là degli slogan e delle rivalità geopolitiche, il vero successo risiederà nella capacità dell’America di rispettare le aspirazioni locali e di dimostrarsi un partner affidabile e rispettoso del contesto sociale ed economico africano.


