Nel 2024 Teixeira Cândido, noto giornalista angolano, attivista per la libertà di stampa, giurista ed ex segretario generale del Sindacato nazionale dei giornalisti, è stato spiato dal software Predator. Lo ha denunciato Amnesty International a conclusione di una lunga indagine.
Predator è un software estremamente pericoloso, sviluppato dall’azienda privata Intellexa e messo a disposizione dei governi per operazioni di sorveglianza.
La vicenda di Teixeira Cândido è saltata fuori l’anno scorso nell’ambito di una più ampia ricerca sulla sorveglianza in Angola promossa da Friends of Angola e Front Line Defenders.
Da aprile a giugno del 2024, negli ultimi mesi del suo mandato di segretario generale del Sindacato nazionale dei giornalisti, Teixeira Cândido ha ricevuto sul suo IPhone una serie di messaggi da un numero angolano sconosciuto, il cui utente si qualificava con un nome comune in Angola e sosteneva di far parte di un gruppo studentesco interessato a temi economici e sociali.
Dopo una serie di scambi, alle 16.18 del 3 maggio l’utente ha inviato il primo di una serie di link che apparentemente conducevano ad articoli di stampa ma che in realtà contenevano Predator. Il 4 maggio Teixeira Cândido ha cliccato su uno dei link e il suo telefono si è infettato: l’utente misterioso ha così avuto pieno accesso ad app di messaggistiche criptate, registrazioni audio, e-mail, localizzazioni dell’apparecchio, fotografie, password, rubriche dei contatti e liste delle chiamate.
Le tracce lasciate, individuabili solo da esperti, così come il riscontro con precedenti domini dei link contenenti il software, hanno portato il Security Lab di Amnesty International a concludere, senza ombra di dubbio, che il telefono di Teixeira Cândido era stato attaccato dal prodotto di Intellexa.
Il software è stato rimosso resettando l’intero telefono, la sera stessa del 4 maggio, ma da allora e fino al 16 giugno ci sono stati 11 nuovi tentativi di trasmettere Predator, tutti falliti perché il giornalista non ha aperto i link.
L’indagine di Amnesty International non è stata in grado di dimostrare che Predator sia stato acquistato da un utente facente capo al governo angolano.
Il 27 gennaio 2026 Amnesty International ha scritto a Intellexa illustrando le conclusioni cui era giunta sulla vicenda di Teixeira Cândido e chiedendo informazioni sulle sue procedure in materia di due diligence ma non ha ricevuto alcuna risposta.
“Questa invasione della mia privacy è come se mi facesse sentire nudo. Non so di cosa siano entrati in possesso della mia vita privata. Da allora faccio e dico solo quello che è essenziale e non mi fido più dei miei strumenti di lavoro. Scambio messaggio, sì, ma non parlo di cose private. È tutto molto limitante”, ha dichiarato Teixeira Cândido.
Nel 2025 Predator è stato usato in almeno un caso, quello di un avvocato per i diritti umani del Pakistan, a conferma che Intellexa continua a essere operativa e aggiunge nuovi stati alla sua lista di clienti.
Alla fine del 2025, insieme a Inside Story, Haaretz e WAW Research Collective, Amnesty International ha pubblicato gli Intellexa Leaks, contenenti informazioni sull’operato interno dell’azienda e sull’uso del software Predator in altre circostanze.
Credits photo
Committee to Protect Journalists
Annunci


