Il Benin ha pubblicato il decreto di applicazione della legge, approvata a luglio, che permette agli afro-discendenti deportati durante la tratta degli schiavi di ottenere la cittadinanza beninese. La normativa è stata pensata per rispondere alle difficoltà identitarie vissute da molti afro-discendenti, consentendo loro di ristabilire un legame con la terra di origine.
Le décret fixant les modalités d'obtention de la nationalité béninoise pour les afro-descendants déportés a été publié https://t.co/qADnj1pkB8 pic.twitter.com/lH5dUclQQ9
— RFI Afrique (@RFIAfrique) November 22, 2024
La legge è rivolta a chiunque possa dimostrare, attraverso la genealogia, di avere un ascendente africano deportato nel contesto della tratta degli schiavi. Per fare richiesta, il candidato deve avere almeno 18 anni, provare la propria afro-discendenza e avere un genitore nato prima del 1944. I richiedenti dall’estero ricevono inizialmente un certificato provvisorio di cittadinanza valido per tre anni, durante i quali devono visitare il Benin almeno una volta per ottenere il certificato definitivo. Chi presenta domanda direttamente dal Benin può ottenere la cittadinanza in modo più rapido.
La cittadinanza conferisce diritti come il possesso di un passaporto beninese e la libertà di ingresso, soggiorno e uscita dal Paese. Tuttavia, non consente di votare né di lavorare nella pubblica amministrazione. L’intero processo sarà gestito online tramite un sito web, il cui lancio è previsto per dicembre.
La legge ha generato entusiasmo tra molti afro-discendenti. Lilith Dorsey, americana residente a New Orleans, spera di ottenere la cittadinanza per sentirsi più vicina alle sue radici africane. Anche Nathan Debos, un trentenne afro-discendente degli Stati Uniti, ha manifestato l’intenzione di approfittare di questa opportunità, lamentando il razzismo e l’alienazione che vive nel suo Paese natale. Per molti, questa legge rappresenta un’opportunità di riconciliazione con la propria storia e cultura, oltre che un modo per contribuire al futuro del Benin.
Au #Benin , le gouvernement favorise la naturalisation des afro-descendants : comment ça marche ? https://t.co/Jbl3vMsLRh
— Africa Radio (@africaradioOFF) November 23, 2024
Nel Paese, il ritorno degli afro-discendenti è visto da alcuni, come il dignitario Séraphin Adjagboni, come un passo necessario per completare la storia e stimolare lo sviluppo. Tuttavia, non mancano le preoccupazioni, specialmente tra i giovani beninesi, come Noël Sintondji, che teme una maggiore competizione sul mercato del lavoro e rischi per la sicurezza.
Per altri, come Nadège Anelka, una donna originaria della Martinica che si è stabilita in Benin, questa legge rappresenta più un’opportunità per rafforzare il ruolo del Benin nella diaspora africana globale. Il Paese si propone non solo come terra di ritorno, ma anche come simbolo di solidarietà e riconciliazione per gli afro-discendenti in tutto il mondo.


