In Benin si è consumato un tentativo di colpo di stato, rapidamente smentito dalle autorità come un’azione limitata e priva di reali possibilità di successo. Un gruppo di almeno otto soldati, molti dei quali con l’elmetto, è apparso sulla televisione nazionale dichiarando di aver preso il controllo del Paese. Il comitato militare, guidato dal colonnello Tigri Pascal, ha annunciato lo scioglimento delle istituzioni, la sospensione della Costituzione e la chiusura dei confini.
Au Bénin, après la tentative de coup d’État, la présidence dit garder le contrôle. → https://t.co/xupH5uOsT2 pic.twitter.com/KhZj5t2TSn
— Le Figaro (@Le_Figaro) December 7, 2025
Secondo quanto riportato nei media internazionali, nella capitale Cotonou si sono sentiti spari vicino alla residenza ufficiale del presidente Patrice Talon, il cui mandato scadrà l’anno prossimo. L’annuncio televisivo, tuttavia, non ha trovato un effettivo riscontro sul terreno.
Fonti vicine al presidente hanno definito la situazione sotto controllo, ridimensionando la portata dell’ammutinamento. Si tratterebbe di un gruppo ristretto di militari con accesso temporaneo alla televisione nazionale. L’esercito regolare, secondo le stesse fonti, avrebbe prontamente reagito per ristabilire l’ordine. Una fonte militare citata dall’AFP ha dichiarato che nessun assalto alle principali sedi istituzionali ha avuto successo e che le operazioni di sicurezza stavano procedendo senza particolari resistenze.
#BENIN 🇧🇯 : Le ministre béninois de l'Intérieur, Alassane Seidou, a déclaré que la tentative de mutinerie qui a commencé à l'aube avec un groupe de soldats a été maîtrisée. pic.twitter.com/0ju29RaLmN
— Steve Wembi (@wembi_steve) December 7, 2025
Anche il ministro degli Esteri Olushegun Adjadi Bakari ha confermato che le forze lealiste restano largamente maggioritarie e stanno riportando la calma nel Paese. Il ministro dell’Interno ha poi annunciato che il tentativo di colpo di stato è fallito e che l’iniziativa del tenente colonnello Pascal Tigri non ha ottenuto sostegno significativo.
Il quadro che emerge è quello di un’azione improvvisa e circoscritta, rapidamente neutralizzata. Cotonou e il resto del Paese, secondo le versioni ufficiali, sarebbero ora in condizioni di piena sicurezza. Resta da capire quale sia la reale estensione delle motivazioni e delle reti che hanno consentito a un piccolo gruppo di militari di inscenare, seppur brevemente, un annuncio di rottura istituzionale.


