La ripresa delle lezioni in Benin, il 14 settembre, è avvenuta quest’anno sotto il segno di un forte contrasto. Da una parte, il governo ha rafforzato le misure sociali destinate agli studenti, dalle mense alla distribuzione di materiale scolastico, fino alla gratuità dell’istruzione per le ragazze delle scuole primarie e secondarie. Dall’altra, nelle regioni settentrionali del Paese la crescente insicurezza impone una scelta ben più drastica: alcune scuole sono trasferite in luoghi considerati più sicuri.
La decisione riguarda gli istituti situati nelle aree maggiormente esposte alla presenza e alle incursioni dei gruppi armati che operano lungo le frontiere settentrionali. Il governo non ha ancora comunicato quanti siano gli istituti coinvolti, né il numero complessivo di studenti e insegnanti interessati dal provvedimento. Secondo il portavoce dell’esecutivo, Wilfried Houngbédji, l’obiettivo è evitare di esporre bambini, famiglie e personale scolastico ai rischi legati alla situazione securitaria.
Non si tratta, peraltro, di una misura senza precedenti. Anche negli anni passati le autorità beninesi avevano adottato provvedimenti analoghi in occasione della riapertura delle scuole. La loro reiterazione mostra tuttavia quanto l’instabilità che attraversa il Sahel continui a esercitare una pressione crescente anche sui Paesi costieri dell’Africa occidentale.
Le aree interessate si trovano soprattutto in una decina di comuni prossimi alle frontiere con Burkina Faso, Niger e Nigeria. Tra questi figura Karimama, nell’estremo Nord, vicino al confine nigerino. La zona è stata teatro di gravi episodi di violenza: lo scorso 5 marzo, nella località di Kofounou, quindici militari beninesi sono stati uccisi. Sotto particolare sorveglianza rimane anche il territorio di Matéri, dove Dassari era già stata colpita da attacchi nel 2022.
Il trasferimento delle scuole risponde dunque a un principio precauzionale: anziché mantenere studenti e docenti negli edifici abituali, situati in aree considerate vulnerabili, le attività didattiche vengono spostate verso siti ritenuti maggi


