L’architettura in pietre secche del Benin conquista il primo premio in un concorso fotografico internazionale in Italia. Una foto del sito archeologico Etoo de Yaoui, scattata dall’archeologo Nestor Labiyi, ha vinto il primo premio nella categoria libera del concorso “Costruzioni in pietra secca: conoscenze e tecnologie di un saper fare da trasmettere”.

Il concorso è stato organizzato dal Centro Interdipartimentale di Ricerca per lo Studio delle Tecniche Tradizionali dell’Area del Mediterraneo (CITTAM) dell’Università “Federico II” di Napoli, in collaborazione con il Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali di Ravello, nell’ambito di un convegno sui “muretti a secco” che si tiene regolarmente da anni tra la Costiera Sorrentina e quella Amalfitana, a cui partecipano decine di accademici ed esperti internazionali, grazie soprattutto alla tenacia e alla visione della professoressa Marina Fumo.
La foto premiata ritrae le rovine di un villaggio fortificato risalente al XVIII secolo, costruito con la tecnica della pietra secca, tipica di diverse regioni del Benin.
I media del Benin e del Burkina Faso hanno celebrato il successo dei ricercatori africani e hanno sottolineato l’importanza del loro lavoro per la valorizzazione del patrimonio culturale del paese. Alcuni articoli sono su Afrik e su 24 heures au Bénin. Il premio viene descritto come “un riconoscimento importante per il patrimonio archeologico del Benin, ancora poco conosciuto al grande pubblico”.
Oltre al premio fotografico, i ricercatori beninesi hanno presentato al convegno una comunicazione sulle architetture in pietre secche del Medio-Benin e dell’Atacora, in cui hanno messo in luce il valore storico, culturale e tecnico di queste costruzioni, realizzate senza l’utilizzo di alcun legante. I ricercatori hanno sottolineato l’importanza di tutelare e valorizzare questo patrimonio, che rappresenta una testimonianza preziosa del passato del Benin.
Secondo le regole del concorso, la fotografia sarà pubblicata sulla rivista accademica internazionale “SMC – Sustainable Mediterranean Construction”, tra le più prestigiose del settore.
Questo riconoscimento rappresenta un importante passo avanti per la ricerca archeologica in Benin e per la valorizzazione del suo patrimonio culturale.


