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Focus internazionale

Bombe sullo Yemen: gli USA attaccano gli Houthi

Il presidente Donald Trump ha annunciato l'inizio dell'operazione sabato mattina, avvertendo che gli attacchi degli Houthi contro le navi del Mar Rosso devono cessare o "l'inferno si abbatterà su di voi"

Gli Stati Uniti hanno lanciato una serie di bombardamenti su larga scala contro gli Houthi dello Yemen sabato scorso. Si tratta della più grande operazione militare degli Stati Uniti in Medio Oriente da quando Donald Trump è entrato in carica a gennaio e comprende attacchi aerei e navali
contro le posizioni Houthi in tutto il Paese.

Secondo il New York Times, gli attacchi di sabato 15 e domenica 16 marzo sono stati effettuati in risposta alle minacce degli Houthi contro le navi commerciali e gli interessi americani. Fonti militari statunitensi hanno confermato l’obiettivo di questa operazione è quello di indebolire la capacità degli Houthi di lanciare attacchi navali e ripristinare la sicurezza delle rotte commerciali.

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Gli Houthi, conosciuti come le forze del ‘Movimento Ansarullah”, “Partigiani di Dio”, sono un gruppo sciita antigovernativo, ultimamente molto attivo nella crisi Hamas-Israele, con attacchi sistematici contro le navi che incrociano nelle coste dello Yemen, nel Mar Rosso, in segno di solidarietà con i palestinesi. Il 31 ottobre scorso, hanno lanciato diversi missili balistici contro Israele, abbattuti poi dal sistema di difesa Arrow, per chiedere il cessate il fuoco a Gaza e la fine immediata del blocco israeliano sull’enclave palestinese, condizione per porre fine agli attacchi alle navi in transito.

Nella città di Sanaa, la capitale controllata dai ribelli, sono state registrate tre esplosioni e colonne di fumo si sono alzate in diverse zone. Secondo Anis Asbahi, portavoce del Ministero della Salute degli Houthi, gli attacchi alla capitale, nonché alle aree di Saadeh, Al-Bayda e Reda hanno provocato 53 morti e più di 100 feriti, la maggior parte delle quali donne e bambini, come si vede dai filmati resi noti, che mostrano persone ferite in ospedale dopo i bombardamenti.

Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom), che ha rilasciato immagini dell’attacco e del bombardamento di un complesso residenziale, ha detto che stati effettuati “attacchi di precisione”per difendere gli interessi americani, per scoraggiare i nemici e per ripristinare la
libertà di navigazione”, minacciata più volte dai ribelli Houthi. Il capo del Pentagono Pete Hegseth ha avvertito che ci saranno altre operazioni se gli Houthi continueranno “a sparare nelle nostre navi”. Il consigliere per la sicurezza nazionale Michael Waltz ha riferito che i raid “hanno effettivamente preso di mira numerosi leader Houthi e li hanno eliminati”.

Con questa operazione il presidente americano Trump ha voluto mandare un messaggio forte soprattutto all’Iran, minacciando il regime di Teheran per il suo sostegno ai ribelli: “All’Iran: il sostegno ai terroristi Houthi deve cessare IMMEDIATAMENTE! NON minacciate il popolo americano, il loro presidente, che ha ricevuto uno dei mandati più grandi nella storia presidenziale, o le rotte di navigazione in tutto il mondo. Se lo fate, FATE ATTENZIONE, perché l’America vi riterrà pienamente responsabili e non saremo gentili al riguardo!” ha aggiunto. Anche Mosca, sospettata di aver aiutato gli Houthi a colpire le navi occidentali, è avvertita: gli Stati Uniti mostrano i muscoli, altro che promesse di moderazione.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha subito condannato l’azione, commentando che Washington non ha ‘nessuna autorità per dettare politica estera all’Iran”. Anche Hamas ha
condannato gli attacchi statunitensi e li ha descritti come “una palese violazione delle leggi internazionali e un attacco alla sovranità e alla stabilità di un paese”.

‘Questo assalto non rimarrà senza risposta e le nostre forze armate sono pienamente pronte a rispondere a qualsiasi escalation di tensioni, con una risposta all’aggressione” hanno avvertito gli Houthi; infatti le milizie sciite hanno subito risposto lanciando una pioggia di missili sulla portaerei Truman, di stanza nel Mar Rosso a protezione dei mercantili: “18 missili balistici e da crociera e un drone” ha precisato il portavoce delle milizie Yahya Saree. “Una campagna militare statunitense in corso di attacchi contro gli Houthi nello Yemen potrebbe durare giorni e forse settimane”, ha detto un funzionario statunitense all’agenzia Reuters, parlando a condizione dell’anonimato.

Intanto noi registriamo di nuovo notizie di civili uccisi, per lo più donne e bambini, in uno dei paesi più poveri della Terra, una nazione già affamata, che da anni patisce un catastrofico blocco ed è sull’orlo della crisi umanitaria. Un paese devastato da instabilità, conflitti, divisioni interne, che ora rischia di rimanere schiacciato dalla forza di una guerra che rischia di allargarsi a macchia d’olio.

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