In Burkina Faso, le associazioni islamiche si sono mobilitate per contrastare i discorsi d’odio che circolano sui social media, una problematica ritenuta critica nel delicato contesto di insicurezza che affligge il Paese. Circa 250 imams, predicatori e prêcheurs hanno partecipato a una sessione di sensibilizzazione organizzata con il supporto del ministero della Sicurezza. L’iniziativa mira a rafforzare la coesione nazionale e a evitare derive violente o divisive. Il commissario Mahamadou Sana ha denunciato la proliferazione di messaggi di odio, stigmatizzazione e incitamento alla violenza, diffusi attraverso piattaforme digitali.
Durante la formazione è stato presentato un nuovo codice di condotta che vieta espressamente l’uso di linguaggi offensivi, denigratori o divisivi, così come l’irriverenza verso simboli religiosi o associazioni. Seyni Nana, del Comitato d’ascolto del discorso islamico, ha ribadito l’importanza di mantenere la serenità del Paese attraverso una comunicazione responsabile da parte delle figure religiose. Adama Sakandé, segretario esecutivo della Federazione delle associazioni islamiche del Burkina Faso (FAIB), ha lanciato un appello ai giovani musulmani affinché si astengano da messaggi di divisione o violenza sui social, promuovendo invece unità e responsabilità civica.
Il mancato rispetto delle nuove linee guida comporterà sanzioni che, nei casi più gravi o reiterati, potranno arrivare fino a due anni di interdizione dal predicare. L’azione odierna si inserisce in un percorso già avviato negli anni scorsi: nel 2024 la FAIB aveva già denunciato la diffusione di messaggi estremisti che incitavano alla violenza tra correnti religiose. Alcuni predicatori erano stati sanzionati. Già nel 2022, durante un grande incontro nazionale con oltre 700 leader religiosi, erano state espresse forti preoccupazioni per l’uso aggressivo dei social media da parte di alcuni fedeli. L’attuale intervento rafforza quel percorso, ribadendo la necessità di proteggere la pace sociale attraverso una vigilanza attiva contro l’odio digitale.


