Human Rights Watch ha pubblicato un rapporto sconvolgente che documenta un massacro perpetrato il 10 e 11 marzo 2025 nella regione di Solenzo, a ovest del Burkina Faso. Secondo l’organizzazione internazionale per la difesa dei diritti umani, le milizie paramilitari dei “Volontari per la Difesa della Patria” (VDP), alleate delle forze governative burkinabè, hanno giustiziato sommariamente almeno 58 civili, principalmente appartenenti alla comunità Peul (detta anche Fulani).
Le esecuzioni sono state filmate dagli stessi aggressori e le immagini, diffuse sui social network, hanno suscitato un’ondata di indignazione internazionale. I video mostrano scene brutali: corpi di uomini già morti o agonizzanti, prigionieri legati e sottoposti a umiliazioni prima di essere uccisi. Gli assalitori, chiaramente identificabili come membri delle VDP grazie alle loro insegne, accusano esplicitamente le vittime di collusione con gruppi jihadisti, giustificando così la loro azione come una forma di rappresaglia.
Pro-government militias in Burkina Faso are implicated in video footage circulating on social networks showing the massacre of dozens of civilians in and around the western city of Solenzo on March 10 and 11. https://t.co/4V7TkBJoiS
— Kenneth Roth (@KenRoth) March 15, 2025
Secondo il rapporto di Human Rights Watch, il massacro di Solenzo si inserisce in una più ampia campagna di violenze mirate contro la comunità Peul/Fulani, frequentemente stigmatizzata dalle autorità burkinabè e dalle milizie come presunta sostenitrice dei gruppi armati islamisti.
Le testimonianze raccolte da HRW confermano il carattere etnico di queste esecuzioni. Diversi sopravvissuti hanno dichiarato che gli aggressori hanno giustificato l’uccisione delle vittime in base alla loro appartenenza etnica, rafforzando così un clima di persecuzione contro i Peul/Fulani.
Un uomo fuggito dalla regione dopo il massacro ha raccontato:
“Essere Peul/Fulani oggi in Burkina Faso significa essere automaticamente considerato un terrorista. Siamo presi tra due fuochi: da un lato i gruppi jihadisti ci costringono a collaborare con loro sotto minaccia di morte, dall’altro le forze governative e le loro milizie ci trattano come nemici dello Stato”.
Il Burkina Faso è ormai da anni intrappolato in un’escalation di violenze che coinvolge gruppi armati jihadisti e milizie paramilitari. Due delle principali organizzazioni terroristiche attive nel paese sono il “Gruppo di Sostegno all’Islam e ai Musulmani” (JNIM), affiliato ad Al-Qaida, e lo “Stato Islamico nel Grande Sahara” (ISGS).
Di fronte all’insicurezza crescente, il governo burkinabè – attualmente guidato dal capitano Ibrahim Traoré, salito al potere nel 2022 dopo due colpi di stato consecutivi – ha adottato una strategia militarizzata per il contrasto al terrorismo, basata sul massiccio utilizzo delle milizie civili come i VDP. Ma su questa specifica accusa di massacro, le autorità del paese negano categoricamente:
🇧🇫Burkina Faso🇧🇫
Transitional government publishes communiqué to refute the accusations about the massacre of Fulani in #Solenzo, obviously without any proof…@hrw and international media accuse it of committing a massacre against an ethnic group#AESinfo #BurkinaFaso #Team226 pic.twitter.com/t3JdVTFMXF— Eugene Djoko (@EugeneDjoko) March 16, 2025
Questi gruppi paramilitari, composti da volontari con addestramento minimo, operano con ampia autonomia e spesso fuori dal controllo delle forze regolari, portando a gravi abusi e violazioni dei diritti umani. L’assenza di una supervisione efficace ha favorito una crescente impunità per le milizie, rendendole responsabili di esecuzioni extragiudiziali e vendette etniche.
Secondo i dati delle Nazioni Unite, solo nel 2024 oltre 4.000 persone sono state uccise in violenze legate al conflitto, mentre quasi due milioni di burkinabè sono stati costretti a fuggire dalle loro case a causa dell’insicurezza.
Di fronte a questa spirale di violenza, Human Rights Watch ha chiesto al governo del Burkina Faso di intervenire immediatamente per punire i responsabili del massacro di Solenzo e per riformare il sistema delle milizie.
#BurkinaFaso: Gvt-Allied Militias Linked to Massacre.
The gruesome videos of an apparent massacre by pro-gvt militias in #Solenzo underscore pervasive lack of accountability of these forces.
Gvt should investigate videos+hold responsible accountable @hrwhttps://t.co/2d9EWxYtog— ilaria allegrozzi (@ilariallegro) March 14, 2025
“Il governo deve avviare immediatamente un’indagine indipendente e imparziale su questi crimini e garantire che i responsabili siano portati davanti alla giustizia, indipendentemente dal loro rango o dalla loro appartenenza militare”, ha dichiarato Ilaria Allegrozzi, esperta di Sahel per HRW.
L’organizzazione ha inoltre sottolineato la necessità di una riforma profonda del sistema di reclutamento, addestramento e supervisione delle milizie per evitare il ripetersi di simili atrocità e garantire il rispetto del diritto umanitario internazionale.
Il massacro di Solenzo rappresenta l’ennesimo episodio di una guerra sempre più brutale, in cui la popolazione civile si trova stretta tra la repressione dello Stato e la violenza jihadista, senza alcuna protezione né possibilità di fuga.


