Il Burkina Faso ha annunciato la rottura delle relazioni diplomatiche con la Francia, segnando uno dei passaggi più significativi nel progressivo deterioramento dei rapporti tra Ouagadougou e l’ex potenza coloniale. L’annuncio è stato dato dal portavoce del governo, Pingdwendé Gilbert Ouédraogo, nel corso di un’edizione speciale della televisione nazionale.
Secondo il comunicato ufficiale, la decisione sarebbe motivata da un presunto «attivismo incessante contro gli interessi del Faso», da «ambizioni neocoloniali» e dal sostegno francese a «reti sovversive e terroristiche». Si tratta di accuse molto gravi, che il governo burkinabè utilizza per giustificare una scelta destinata a ridefinire profondamente i rapporti istituzionali tra i due Paesi.
Le autorità di Ouagadougou hanno tuttavia precisato che la rottura riguarda esclusivamente il piano diplomatico e non intende mettere in discussione i legami storici tra i popoli del Burkina Faso e della Francia. Una distinzione che sembra voler separare il conflitto politico tra gli Stati dalle relazioni culturali, familiari ed economiche costruite in decenni di storia comune.
La risposta di Parigi è arrivata poche ore dopo. Il Ministero degli Affari Esteri francese ha espresso «rammarico» per quella che definisce una decisione «ostile e priva di fondamento», attribuendola unilateralmente alle autorità militari oggi al potere in Burkina Faso. Il Quai d’Orsay ha inoltre annunciato che sono allo studio misure di reciprocità.
La decisione rappresenta un nuovo capitolo nella ridefinizione degli equilibri geopolitici del Sahel. Negli ultimi anni diversi governi della regione hanno progressivamente ridotto o interrotto la cooperazione con la Francia, privilegiando nuove alleanze internazionali e rivendicando una maggiore autonomia nelle scelte di politica estera e di sicurezza. La rottura diplomatica annunciata da Ouagadougou costituisce finora il gesto più netto compiuto dal Burkina Faso nei confronti di Parigi e conferma come il rapporto tra i due Paesi sia ormai entrato in una fase di profonda crisi.


