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Diritti umani

Burkina Faso, stop agli «aiuti-spettacolo»: la dignità prima dei social

Introdotto un nuovo quadro per gli interventi umanitari, con l'obiettivo dichiarato di rafforzare il controllo, la trasparenza e il coordinamento della cooperazione

In Burkina Faso il governo di Ibrahim Traoré ha introdotto nuove regole per le attività umanitarie e per le iniziative di solidarietà rivolte alle persone vulnerabili.

Il 2 luglio 2026, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto che introduce un nuovo quadro per gli interventi umanitari, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare il controllo, la trasparenza e il coordinamento degli aiuti.

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Tra le disposizioni più significative c’è quella relativa alle immagini dei beneficiari. Il provvedimento vieta di esporre o diffondere immagini di persone vulnerabili insieme ai doni e al cibo ricevuti, una misura presentata dalle autorità come necessaria per proteggere la dignità delle persone che ricevono assistenza. In altre parole, l’aiuto può essere dato, ma la persona che lo riceve non deve diventare semplicemente il «volto» della donazione.

La questione riguarda anche i social network. Il 7 luglio, il Ministero della Famiglia e della Solidarietà ha avvertito che alcune campagne di solidarietà vengono realizzate attraverso fotografie e video che possono violare la dignità, la privacy e i diritti fondamentali dei beneficiari. Il ministero ha inoltre ricordato che gli appelli pubblici alla solidarietà e le raccolte di fondi per le persone vulnerabili devono ottenere una preventiva autorizzazione.

Il governo ha invitato cittadini, associazioni, organizzazioni e influencer a utilizzare la piattaforma nazionale DEME SIRA, creata per rendere le raccolte più trasparenti e tracciabili e per garantire un accompagnamento professionale delle persone in difficoltà.

Il nuovo decreto non riguarda soltanto le immagini. Le organizzazioni umanitarie dovranno essere accreditate, mentre il 60% dei finanziamenti dovrà essere destinato a interventi finalizzati al reinserimento, all’autonomia e alla riduzione della dipendenza prolungata dagli aiuti. Il provvedimento promuove inoltre il principio del «consumo locale», prevedendo l’utilizzo di prodotti locali per gli aiuti destinati alle popolazioni assistite.

La misura arriva in un periodo nel quale le autorità burkinabé hanno imposto forti restrizioni anche al mondo delle associazioni. Ad aprile, infatti, 118 organizzazioni della società civile erano state dichiarate sciolte, una decisione contestata da organizzazioni internazionali per i possibili effetti negativi sullo spazio della società civile.

Il significato della nuova normativa, dunque, è più ampio del semplice divieto di fare un video. Il governo sostiene di voler impedire che la solidarietà diventi una forma di esposizione pubblica della povertà e che le persone vulnerabili vengano trasformate in contenuti destinati a raccogliere visualizzazioni.

Aiutare resta possibile. Ma, secondo le nuove regole, chi riceve un aiuto deve essere considerato prima di tutto una persona da proteggere nella propria dignità, non il protagonista di una campagna social.

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