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Economia

Burundi, al via il progetto ferroviario da oltre un miliardo di dollari: svolta per economia e commercio

Il Burundi avvia la costruzione della ferrovia Uvinza-Musongati-Gitega: un progetto da oltre un miliardo di dollari per potenziare il commercio e lo sviluppo economico regionale.

Il Burundi si prepara a compiere un passo decisivo per il proprio sviluppo infrastrutturale ed economico con l’avvio, previsto per giugno 2025, della costruzione della linea ferroviaria Uvinza-Musongati-Gitega. Questo ambizioso progetto, considerato il più grande mai realizzato nella storia del Paese, avrà un costo stimato di circa 1,118 miliardi di dollari e sarà realizzato dalle aziende cinesi China Railways Engineering Group Limited (CREGC) e China Railway Engineering Consulting Group Co Ltd (CREDC).

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L’iniziativa è finanziata in parte dalla Banca Africana di Sviluppo (BAD) e mira a modernizzare il settore dei trasporti burundese, facilitando l’esportazione delle risorse minerarie, in particolare il nickel, di cui il Paese possiede uno dei più grandi giacimenti al mondo, situato a Musongati. Una volta completata, la ferrovia consentirà il trasporto delle merci dal Burundi fino al porto di Dar es-Salaam, in Tanzania, in tempi significativamente ridotti, garantendo un accesso più rapido ai mercati internazionali e una maggiore competitività per il Paese.

La nuova linea ferroviaria avrà una lunghezza totale di 282 km e sarà suddivisa in due tratte principali. La prima, di 180 km, collegherà Uvinza, in Tanzania, a Maragarazi, mentre la seconda, lunga 102 km, proseguirà da Maragarazi fino a Musongati, in Burundi. Tuttavia, uno studio del Ministero burundese delle Infrastrutture condotto nel 2023 riporta una suddivisione leggermente diversa: il tratto in Tanzania sarebbe di 156 km, con un costo stimato di 959 milioni di dollari, mentre la porzione burundese si estenderebbe per 126 km, con un costo di circa 1,442 miliardi di dollari.

L’impatto sociale ed economico del progetto sarà rilevante: secondo le stime, la costruzione della ferrovia coinvolgerà direttamente oltre 9.000 persone solo sul territorio burundese. Inoltre, la nuova infrastruttura consentirà di ridurre la dipendenza dal trasporto su strada, con effetti positivi sulla sicurezza stradale e sulla manutenzione delle vie di comunicazione. L’attuale sistema di trasporto, infatti, è basato principalmente su camion, con costi elevati e tempi di percorrenza lunghi. Con la ferrovia, il Burundi potrà migliorare la propria logistica e rafforzare il commercio con i Paesi limitrofi, consolidando la propria posizione nei mercati internazionali.

La firma del contratto di costruzione è avvenuta il 29 gennaio 2025 a Dar es-Salaam, in presenza dei ministri delle Infrastrutture del Burundi e della Tanzania. Secondo le previsioni del governo burundese, se i lavori inizieranno entro la fine di giugno 2025, il progetto potrebbe essere completato entro un periodo compreso tra quattro e cinque anni.

L’iniziativa si inserisce in una visione più ampia di cooperazione regionale. Già nel 2021, durante un vertice bilaterale tra Burundi e Repubblica Democratica del Congo, era stato discusso un piano infrastrutturale ancora più ambizioso, volto a migliorare il commercio e la mobilità tra i Paesi dell’Africa centrale e orientale. Tra i progetti in programma figurano la costruzione di ponti tra il Burundi e la RDC, il potenziamento dell’agricoltura nella pianura del fiume Rusizi e la riabilitazione ed elettrificazione della strada che collega Bujumbura a Uvira, Bukavu e Goma.

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La ferrovia Uvinza-Musongati-Gitega rappresenta solo un primo passo verso un obiettivo più ampio: la creazione di un’infrastruttura ferroviaria che colleghi i porti della Tanzania, del Burundi e della Repubblica Democratica del Congo, facilitando il commercio e riducendo il prezzo dei beni sui mercati locali. L’idea, nata nel 2020, prevedeva di collegare città strategiche come Kigoma, Musongati, Gitega, Bujumbura, Uvira, Bukavu, Walungu e Kindu, creando una rete ferroviaria essenziale per lo sviluppo economico della regione.

Grazie alla nuova ferrovia, il Burundi potrà sfruttare in modo più efficace le proprie risorse naturali, tra cui non solo il nickel, ma anche il litio e il cobalto, materie prime sempre più richieste nei mercati globali. Attualmente, l’80% degli scambi commerciali del Paese passa attraverso il porto di Dar es-Salaam, che diventerà ancora più centrale con la nuova linea ferroviaria.

L’avvio di questo progetto rappresenta una svolta per l’economia burundese, aprendo nuove prospettive di crescita e integrazione regionale. Con un’infrastruttura moderna ed efficiente, il Burundi punta a rafforzare la propria posizione economica e a diventare un attore strategico nei commerci dell’Africa orientale.

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