Secondo quanto riportato dal collettivo di giornalisti indipendenti “SOS Média Burundi”, nel sud del Burundi, in particolare lungo le rive del lago Tanganyika, si sta aggravando una preoccupante rete di traffico di minori. Le province di Rumonge e Makamba, e in particolare le comuni di Rumonge e Nyanza-Lac, sono diventate epicentri di questo fenomeno. Bambini e adolescenti tra gli 11 e i 16 anni vengono avvicinati da trafficanti che, facendo leva sulla povertà delle famiglie, li illudono con promesse di lavoro, studio o migliori condizioni di vita all’estero, soprattutto in Tanzania, Zambia e Repubblica Democratica del Congo.
Rumonge : des réseaux de trafic d’enfants à l’œuvre sur les rives du lac Tanganyika https://t.co/SyJLviLG33 via @SOS Médias Burundi
— SOS Médias Burundi (@SOSMediasBDI) June 18, 2025
Questi gruppi operano nell’ombra, sfruttando la mancanza di controlli e la fragilità sociale ed economica locale. Il reclutamento avviene con metodi subdoli: i trafficanti si presentano come benefattori o membri della diaspora, e riescono spesso a guadagnare la fiducia delle comunità. In alcuni casi, persone del posto contribuiscono involontariamente al traffico, ospitando temporaneamente i minori o agevolandone gli spostamenti.
I bambini vengono poi trasferiti illegalmente attraverso percorsi secondari che evitano i posti di controllo ufficiali. Le principali vie utilizzate per attraversare la frontiera con la Tanzania sono quelle di Mugina (comune di Mabanda) e Kabonga (Nyanza-Lac).
Di fronte all’espansione del fenomeno, dirigenti scolastici e autorità comunali lanciano un appello urgente alle istituzioni: è necessario aumentare i controlli alle frontiere, rafforzare la presenza della polizia dell’immigrazione e della brigata per la protezione dei minori, e sensibilizzare famiglie e giovani sui rischi del traffico di esseri umani.
Le autorità locali chiedono anche un coinvolgimento attivo delle comunità: famiglie, insegnanti e leader devono restare vigili e segnalare ogni comportamento sospetto. La crisi del traffico di minori in Burundi riflette un trend più ampio che interessa l’intera regione dei Grandi Laghi e i Paesi della Comunità dell’Africa Orientale. La persistente povertà, soprattutto nelle aree rurali, alimenta un terreno fertile per le reti criminali transnazionali.
Questo allarme arriva in prossimità della Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani, celebrata il 30 luglio, istituita dalle Nazioni Unite per promuovere consapevolezza e azioni concrete contro questo crimine. La situazione nel sud del Burundi richiede risposte immediate, per impedire che l’area diventi un corridoio stabile per il traffico di minori.


