Il lago Tanganica continua a guadagnare terreno lungo le coste del Burundi. L’innalzamento delle acque, che negli ultimi anni ha già provocato ripetute inondazioni e costretto migliaia di persone a fare i conti con l’avanzata del lago, continua a modificare il paesaggio rivierasco, sommergendo abitazioni, strade, spiagge e infrastrutture turistiche.
Il fenomeno è particolarmente visibile nelle aree più basse della costa burundese, dove l’acqua ha raggiunto spazi che fino a pochi anni fa erano stabilmente emersi. Le immagini diffuse in un recente servizio di Jeune Afrique mostrano edifici lambiti o invasi dal lago, tratti di costa scomparsi e strutture turistiche costrette a confrontarsi con una linea di riva sempre più arretrata verso l’interno.
Focus on Africa segue da anni l’evoluzione di questa crisi. Già nel giugno 2021 avevamo documentato gli effetti delle inondazioni provocate dall’innalzamento del lago Tanganica sulla popolazione burundese. La situazione era tornata a farsi particolarmente critica nella primavera del 2024: a marzo avevamo raccontato il nuovo aumento del livello delle acque e le conseguenti inondazioni, mentre nell’aprile successivo l’attenzione si era concentrata su Gatumba, dove migliaia di persone erano minacciate dall’avanzata dell’acqua e da una possibile evacuazione. Le immagini di oggi si inseriscono dunque in una vicenda che non rappresenta un’emergenza isolata, ma una pressione persistente sul territorio e sulle comunità rivierasche.
Burundi, inondazioni a Gatumba: evacuazione imminente per migliaia di persone
Non si tratta, infatti, soltanto di una trasformazione del paesaggio. L’avanzata del Tanganica incide direttamente sull’abitabilità delle zone costiere e sulle attività economiche che dipendono dal lago. Dove l’acqua occupa strade, abitazioni e strutture ricettive, il problema ambientale diventa immediatamente anche sociale ed economico: limita gli spostamenti, danneggia beni e infrastrutture e riduce gli spazi disponibili per le attività quotidiane.
Au Burundi, le lac Tanganyika continue de gagner du terrain.
Depuis 2024, la montée des eaux submerge progressivement habitations,
routes, plages et infrastructures touristiques. pic.twitter.com/a5dQJAqPMI— Le journal Afrique TV5MONDE (@JTAtv5monde) August 30, 2026
La situazione interessa inoltre un territorio nel quale il rapporto con il lago è particolarmente stretto. Il Tanganica costituisce una risorsa essenziale per il Burundi e per gli altri Paesi che si affacciano sulle sue acque: sostiene attività economiche, trasporti e pesca e rappresenta uno degli elementi geografici fondamentali dell’Africa dei Grandi Laghi. Proprio per questo, variazioni significative del suo livello hanno conseguenze che vanno ben oltre la semplice erosione della linea di costa.
L’aumento delle acque osservato negli ultimi anni richiama anche una questione più ampia: la vulnerabilità degli insediamenti costruiti a ridosso di grandi bacini lacustri in una fase di crescente variabilità climatica. Precipitazioni intense e persistenti, modificazioni degli equilibri idrologici e caratteristiche dell’urbanizzazione possono combinarsi, trasformando un fenomeno naturale in una crisi territoriale.
Il caso burundese rende particolarmente evidente questa dinamica. L’acqua non incontra soltanto una costa, ma abitazioni, vie di comunicazione, alberghi, attività economiche e spazi pubblici. L’avanzata del lago diventa così una misura concreta della vulnerabilità: pochi centimetri o metri di differenza nella linea di riva possono significare la perdita di una spiaggia, l’interruzione di una strada o l’inagibilità di una casa.
Le immagini provenienti dal Burundi raccontano dunque un cambiamento lento, molto diverso dall’immediatezza di un’alluvione o di un altro evento improvviso. È proprio questa gradualità a renderlo insidioso: il lago avanza, modifica progressivamente il territorio e obbliga comunità e istituzioni a interrogarsi su quali aree possano continuare a essere abitate, quali infrastrutture debbano essere protette o adattate e come pianificare il futuro della fascia costiera.


