Il 29 settembre il Burundi ha inaugurato la 19ª edizione del “Flambeau de la Paix”, una delle cerimonie più significative del Paese, che quest’anno si è svolta nello stadio di Buhumuza, capoluogo della provincia omonima. L’evento, carico di simbolismo e tradizione, è stato aperto ufficialmente dal presidente Évariste Ndayishimiye, accompagnato dalla First Lady Angeline Ndayishimiye e da numerose alte autorità dello Stato.
Il “Flambeau de la Paix” – in italiano “Fiaccola della Pace” – è una staffetta nazionale istituita in Burundi nel 2006 dall’allora presidente Pierre Nkurunziza, con lo scopo di rafforzare i valori di pace, unità e riconciliazione. Ogni anno la fiaccola viene accesa dal presidente in carica e portata in diverse province del Paese, fino a raggiungere lo stadio che ospita le celebrazioni principali.
Quest’anno, il rito inaugurale ha previsto la tradizionale cerimonia di taglio del nastro, seguita dall’accensione del flambeau da parte del Capo dello Stato, che ha poi guidato una marcia solenne fino allo stadio, cuore delle celebrazioni. Qui, la folla, giunta numerosa da tutta la provincia, ha assistito al lancio ufficiale della fiaccola in un clima di forte partecipazione popolare.
Ces cérémonies de grande envergure vont être présidées par le Chef de l’État, @GeneralNeva, en compagnie de plusieurs hautes autorités du pays.
La population de la province de @BuhumuzaProvinc a répondu massivement à ce grand rendez-vous, remplissant le stade pour participer à… pic.twitter.com/VE8XHDoxWa
— RTNB (@RTNBurundi) September 29, 2025
L’atmosfera è stata caratterizzata da un senso di coesione e unità nazionale, sottolineata anche dal colore bianco, dominante nei vestiti e nei cappelli indossati dai partecipanti. La scelta cromatica, simbolo di pace, ha dato ulteriore risalto all’evento. La popolazione ha risposto con entusiasmo, riempiendo lo stadio e trasformando l’occasione in un momento collettivo di festa e condivisione.
Le celebrazioni sono state animate da esibizioni artistiche e musicali di rinomati artisti burundesi, contribuendo a rendere l’evento non solo una manifestazione istituzionale, ma anche un momento di intrattenimento e di valorizzazione della cultura nazionale.
Il “Flambeau de la Paix”, istituito come simbolo di riconciliazione e di unità dopo gli anni più difficili della storia recente del Burundi, continua così a rappresentare un punto di riferimento per il rafforzamento dell’identità collettiva e della coesione sociale del Paese. La sua 19ª edizione conferma l’importanza di questa tradizione che, anno dopo anno, si rinnova come occasione di incontro tra istituzioni e cittadini, consolidando valori condivisi di pace, fraternità e senso di appartenenza.
Pas mal comme slogan pour 2005: « Nos leaders, flambeau qui éclaire +ceux-à-qui-le-pays-appartient (abenegihugu)+ sur le chemin qui nous mènent vers un pays développé » car l’objectif serait pour le pays le plus pauvre du monde (BM) de devenir émergent en 40 et développé en 60 … https://t.co/1wfWoTcG5x
— esdras ndikumana (@rutwesdras) September 30, 2025
Tuttavia, accanto all’entusiasmo ufficiale e alla grande partecipazione popolare non mancano voci critiche. Alcuni osservatori sottolineano come lo slogan che accompagna da anni il Flambeau de la Paix – in cui i leader vengono descritti come la luce che guida la popolazione verso lo sviluppo – possa apparire oggi datato, più legato a un linguaggio politico degli anni Duemila che alle sfide odierne.
C’è chi fa notare, ad esempio, che l’obiettivo dichiarato di trasformare il Burundi, attualmente tra i Paesi più poveri del mondo secondo la Banca Mondiale, in una nazione “emergente” entro quarant’anni e “sviluppata” entro sessanta, rischia di sembrare lontano dalla realtà quotidiana della popolazione. Queste critiche non cancellano il valore simbolico della cerimonia, ma evidenziano la distanza tra le aspirazioni ufficiali e le difficoltà economiche e sociali che restano molto presenti nella vita del Paese.


