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Diritti umani

Burundi, la giornalista Sandra Muhoza condannata a 21 mesi di prigione: un’ingiustizia politica contro la libertà di stampa

Sandra Muhoza, giornalista di La Nova Burundi, è stata condannata a 21 mesi di prigione in un processo che evidenzia la crescente repressione della libertà di stampa in Burundi.

La giornalista burundese Sandra Muhoza, detenuta dal 13 aprile 2024, è stata condannata il 16 dicembre a 21 mesi di prigione con l’accusa di “attacco all’integrità del territorio nazionale” e “avversione razziale”. Reporters Senza Frontiere (RSF) ha condannato fermamente questa decisione, definita politica e motivata dal desiderio di silenziare chi si oppone al regime:

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Muhoza, giornalista per il media online “La Nova Burundi”, è stata arrestata dopo aver condiviso informazioni sensibili sulla distribuzione di armi da parte del governo, tramite WhatsApp, in un gruppo privato di professionisti dei media. La sentenza, che ha inflitto 18 mesi di prigione per “attacco all’integrità del territorio” e 3 mesi per “avversione razziale”, ha scatenato forti critiche sia a livello nazionale che internazionale.

Questo episodio segna un ulteriore passo della repressione della libertà di stampa in Burundi, paese che sta vivendo un periodo di forte tensione politica, in vista delle elezioni legislative e comunali previste nel 2025. La condanna a Sandra Muhoza segue la prassi di punire i giornalisti scomodi, come dimostrato dalla condanna della giornalista Floriane Irangabiye, sentenza che era stata emessa nel gennaio 2023 per accuse simili. Nonostante la gravità delle accuse, l’avvocato di Muhoza, Prosper Niyoyankana, ha promesso di appellarsi alla sentenza, definendola “irragionevole e motivata da un chiaro desiderio di tacitare chiunque dissenta dal regime“.

Dal canto suo, RSF ha chiesto la revoca immediata della sentenza e la liberazione della giornalista, sottolineando l’urgenza di difendere la libertà di espressione in Burundi.

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Human Rights

Burundi, journalist Sandra Muhoza sentenced to 21 months in prison

A political injustice against freedom of the press. A trial that highlights the growing repression of press freedom in Burundi.

Burundian journalist Sandra Muhoza, detained since April 13, 2024, was sentenced on December 16 to 21 months in prison on charges of “attacking the integrity of the national territory” and “racial aversion.”

Reporters Without Borders (RSF) has strongly condemned this decision, as a political decision motivated by the desire to silence those who oppose the regime.
Muhoza, a journalist for the online media “La Nova Burundi”, was arrested after sharing sensitive information about the government’s distribution of weapons, via WhatsApp, in a private group of media professionals. The sentence, which imposed 18 months in prison for “attacking the integrity of the territory” and 3 months for “racial aversion”, has sparked strong criticism both nationally and internationally.
This episode marks a further step in the repression of press freedom in Burundi, a country that is experiencing a period of strong political tension, ahead of legislative and municipal elections scheduled for 2025. The conviction of Sandra Muhoza follows the practice of punishing journalists, as demonstrated by the conviction of journalist Floriane Irangabiye, a sentence that was issued in January 2023 on similar charges. Despite the seriousness of the charges, Muhoza’s lawyer Prosper Niyoyankana, has promised to appeal the sentence, calling it “unreasonable and motivated by a clear desire to silence anyone who dissents from the regime.” For its part, RSF has called for the immediate revocation of the sentence and the release of the journalist, stressing the urgency of defending freedom of expression in Burundi.

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