A Bogotà, in Colombia, nel quadro del forum di alto livello CELAC-Africa, il presidente del Burundi Évariste Ndayishimiye ha delineato una visione politica che intreccia memoria storica, cooperazione internazionale e sviluppo economico. Il suo intervento si colloca in un contesto crescente di riavvicinamento tra Africa e America Latina, due regioni accomunate da traiettorie storiche segnate dalla colonizzazione, dalle lotte per l’indipendenza e da profonde interconnessioni culturali.
Nel suo discorso conclusivo, Ndayishimiye ha insistito su un punto centrale: la memoria condivisa, in particolare quella legata alla tratta transatlantica degli schiavi, non può essere relegata a una dimensione puramente commemorativa. Al contrario, essa dovrebbe diventare una leva concreta per costruire nuove opportunità politiche ed economiche. Milioni di africani deportati nelle Americhe hanno contribuito, in condizioni di estrema violenza e sfruttamento, alla formazione delle società contemporanee. Questo passato, ha sottolineato il presidente burundese, impone oggi non solo un dovere di verità, ma anche una responsabilità attiva.
In questo senso, Ndayishimiye ha avanzato l’idea di una giustizia riparatrice che non si limiti al riconoscimento simbolico delle ingiustizie storiche, ma si traduca in strumenti tangibili. Tra questi, ha evocato anche la possibilità di meccanismi di compensazione, inclusi quelli di natura finanziaria, oltre alla valorizzazione delle eredità culturali africane nelle società latinoamericane e caraibiche.
Un altro asse fondamentale del suo intervento riguarda il rafforzamento dei legami tra le popolazioni delle due regioni. Il presidente ha sottolineato la necessità di facilitare la mobilità umana, migliorare i collegamenti aerei e promuovere scambi culturali e accademici più intensi. L’obiettivo è quello di “ricucire” i rapporti tra l’Africa e le sue diaspore, trasformando queste connessioni in un motore stabile di cooperazione.
Sul piano economico, Ndayishimiye ha richiamato l’attenzione sul potenziale ancora inespresso delle relazioni tra Africa e America Latina. Con oltre due miliardi di abitanti complessivi, le due regioni rappresentano un bacino demografico ed economico di grande rilievo, che tuttavia non si riflette pienamente nei volumi degli scambi commerciali attuali. Da qui l’invito a sviluppare partenariati strategici in settori chiave come l’agricoltura, l’energia, le infrastrutture e l’industrializzazione.
Particolare rilievo è stato dato alla Zona di libero scambio continentale africana, vista come uno strumento capace di attrarre investimenti e rafforzare le catene del valore su scala interregionale. In questa prospettiva, la cooperazione Sud-Sud assume un ruolo sempre più centrale, non solo come alternativa ai tradizionali assi economici globali, ma come spazio autonomo di elaborazione politica e sviluppo condiviso.
A margine del forum, Ndayishimiye ha inoltre incontrato il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, segnale di un dialogo politico che potrebbe tradursi in iniziative concrete nei prossimi mesi.


