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Burundi, nuovi governatori provinciali e Parlamento a senso unico: si rafforza il potere del CNDD‑FDD

In Burundi il partito di governo CNDD‑FDD ottiene quasi tutti i seggi e nomina governatori fedeli nelle nuove province.

Il 3 luglio 2025, il Senato del Burundi ha approvato la nomina dei cinque nuovi governatori delle province, su proposta del presidente Évariste Ndayishimiye. Si tratta della prima composizione ufficiale dopo la recente riforma amministrativa che ha ridisegnato la mappa territoriale del Paese, riducendo le province da diciotto a cinque, nel quadro di un più ampio progetto di accentramento politico e semplificazione istituzionale.

I nuovi governatori guideranno le cinque province così ridefinite:

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  • Bujumbura sarà amministrata da Aloys Ndayikengurukiye, ex direttore generale della Sosumo, una delle principali aziende zuccheriere del Paese.
  • Gitega, capitale politica e simbolica del Burundi, è stata affidata a Liboire Bigirimana, ex portavoce del Ministero dell’Educazione.
  • Buhumuza sarà diretta da Denise Ndaruhekere, già capo di gabinetto del governatore di Muyinga.
  • Butanyerera sarà sotto la guida del Generale di Brigata di Polizia Victor Segasago, ex governatore della provincia di Kirundo.
  • Burunga è stata assegnata a Parfait Mboninyibuka, già deputato dell’Assemblea nazionale.

La scelta dei nuovi governatori, provenienti tutti da posizioni di fiducia all’interno dell’apparato statale o del partito di governo CNDD-FDD, conferma la volontà dell’esecutivo di mantenere un forte controllo politico sul territorio, affidando le leve del potere provinciale a figure fedeli e già collaudate. Il generale Segasago, in particolare, simboleggia il radicamento del potere esecutivo nei settori della sicurezza e della disciplina amministrativa.

Queste nomine arrivano a poche settimane dalla convalida dei risultati delle elezioni legislative tenutesi il 5 giugno 2025. La Corte costituzionale, infatti, ha ufficializzato il 20 giugno l’assegnazione di 108 seggi su 111 al partito CNDD‑FDD, che governa il Paese ininterrottamente dal 2005. I restanti tre seggi sono stati riservati ai rappresentanti della minoranza etnica Twa, come previsto dalla Costituzione.

Burundi, la Corte costituzionale convalida i risultati: al CNDD-FDD 108 seggi su 111

Le elezioni si sono svolte in un clima di forte controllo, in assenza di una reale competizione politica. Il principale partito di opposizione, il CNL guidato da Agathon Rwasa, era già stato messo ai margini della scena politica nel 2023, attraverso un processo che ha incluso arresti, intimidazioni e restrizioni al diritto di partecipazione. Organizzazioni internazionali come Human Rights Watch e Amnesty International hanno denunciato gravi violazioni delle libertà civili, segnalando l’azione intimidatoria delle milizie giovanili legate al partito al potere, gli Imbonerakure.

Burundi, l’oppositore Agathon Rwasa escluso dalle elezioni legislative

Con una partecipazione dichiarata al 98,7%, i risultati elettorali hanno suscitato forti dubbi da parte di osservatori indipendenti e ong internazionali, che hanno rilevato irregolarità e assenza di pluralismo. Tuttavia, la Corte costituzionale ha respinto tutti i ricorsi, affermando che non vi erano prove sufficienti di frode.

L’insieme di questi eventi – la riforma amministrativa, la nomina centralizzata dei governatori e il risultato plebiscitario delle elezioni – segna un ulteriore consolidamento del potere del CNDD‑FDD e del presidente Ndayishimiye. Dopo anni di transizione seguiti al governo controverso di Pierre Nkurunziza, l’attuale leadership ha rafforzato il proprio dominio, riducendo gli spazi per il dissenso e promuovendo una narrazione di stabilità e ordine istituzionale.

Tuttavia, osservatori e analisti temono che questa centralizzazione, pur presentata come razionalizzazione del potere statale, rischi di svuotare di significato il processo democratico, lasciando poco spazio a una rappresentanza autentica e al dibattito politico.

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