Undici mesi di lavoro senza ricevere alcuna retribuzione. È la denuncia lanciata da un gruppo di operatori sanitari del Burundi, assunti dal Ministero della Salute pubblica nel luglio 2025, che affermano di non aver ancora percepito il primo stipendio nonostante continuino a garantire l’assistenza ai pazienti e il regolare funzionamento delle strutture sanitarie.
Infermieri, tecnici sanitari e altri professionisti raccontano di aver ormai accumulato quasi un anno di servizio senza alcun compenso economico. Una situazione che, spiegano, sta mettendo a dura prova non solo la loro condizione personale, ma anche quella delle rispettive famiglie, costrette a convivere con debiti crescenti e difficoltà sempre maggiori nel far fronte alle spese essenziali.
Abakozi bashasha bo mu Bushikiranganji bw'amagara y'abantu bamaze amezi 11 bakora batarahembwa !
Bano bakozi bavuga ko batanguye akazi muri mukakaro 2025, buca abakwiza umwaka. Barimwo abaforoma, aba techniciens médicaux, abakozi batari bake bo mu gusata c'ubuvuzi.
Kuva… pic.twitter.com/3EhtwYPJzz— FOCODE (@FOCODE_) June 25, 2026
Uno degli operatori coinvolti sintetizza così il disagio vissuto dal personale: lavorare per undici mesi senza stipendio, nell’attuale contesto economico, significa interrogarsi quotidianamente su come continuare a vivere e, allo stesso tempo, mantenere la qualità del proprio servizio professionale.
Gli interessati hanno rivolto un appello al ministro della Salute pubblica, Fidèle Nkezabahizi, e alle autorità competenti, chiedendo che la loro posizione venga esaminata con urgenza e che venga individuata una soluzione stabile per il pagamento delle retribuzioni arretrate.
La vicenda evidenzia anche un problema più ampio. In un sistema sanitario già chiamato ad affrontare numerose difficoltà organizzative e finanziarie, il mancato pagamento degli stipendi rischia infatti di incidere sulla motivazione del personale e, nel lungo periodo, sulla capacità delle strutture di garantire servizi sanitari efficaci alla popolazione.
L’appello degli operatori si conclude con una richiesta chiara: un intervento rapido dello Stato affinché il diritto alla retribuzione venga finalmente riconosciuto e la continuità del servizio sanitario non venga ulteriormente compromessa.


