Le autorità burundesi hanno deciso di rafforzare la sicurezza lungo i principali valichi di frontiera con il Rwanda, dispiegando gruppi di Imbonerakure, la gioventù del partito al potere CNDD-FDD, ritenuti particolarmente affidabili e pronti all’impiego operativo. La decisione è maturata al termine di una lunga riunione notturna tenutasi domenica 7 dicembre nel capoluogo della provincia di Butanyerera, durata dalle prime ore del mattino fino alle 10 e presieduta da Jean Claude Nzambimana, responsabile degli Imbonerakure nella provincia.
Alla riunione erano presenti anche il responsabile comunale del Servizio nazionale dei renseignement a Kirundo e il responsabile comunale della polizia di frontiera, insieme ai soli responsabili zonali degli Imbonerakure delle comuni di Kirundo e Busoni. Secondo una fonte presente, al centro del confronto vi è stata la crescente preoccupazione per la caduta di proiettili provenienti dal territorio rwandese, considerati una minaccia diretta alle zone di confine. Da qui l’ordine di intensificare la sorveglianza e di predisporre rinforzi immediati.
Nei prossimi giorni aumenterà il numero di guardie nei posti di Ntega, Bugabira, Ceru a Kirundo, così come a Yaranda, Kigozi, Murambi e Busoni. Sono inoltre previste postazioni aggiuntive lungo la linea di frontiera, con l’obiettivo dichiarato di garantire una presenza più capillare e costante.
Gli Imbonerakure selezionati, scelti secondo criteri di particolare prontezza e determinazione, seguiranno una formazione accelerata nel maneggio delle armi da fuoco e saranno affiancati ai militari già dispiegati nell’area. Parallelamente, un altro gruppo riceverà incarichi di raccolta informazioni: tra le mansioni previste figura anche l’infiltrazione in territorio rwandese, con un’attenzione specifica alla comunità burundese rifugiata oltre confine. Una prima squadra incaricata dell’operazione dovrebbe riunirsi martedì 9 dicembre per ricevere istruzioni e materiale operativo prima di essere inviata nelle zone assegnate.
La misura conferma il clima di forte vigilanza che caratterizza attualmente il confine tra i due paesi, un’area già segnata da tensioni ricorrenti e da una persistente sfiducia reciproca.


