La crisi economica che affligge il Burundi si aggrava a causa della cattiva gestione del presidente Evariste Ndayishimiye e del suo governo. Nonostante i tentativi di Ndayishimiye di attribuire il declino economico a eventi esterni, come il colpo di Stato del 2015, le sanzioni economiche e la pandemia di COVID-19, gli osservatori nazionali accusano la sua leadership di essere il vero epicentro della crisi.
L’Osservatorio per la lotta contro la corruzione e le malversazioni economiche (OLUCOME) denuncia una cattiva gestione che ha causato penurie di prodotti essenziali come zucchero, carburante e cemento, con un aumento vertiginoso dei prezzi al consumo. Per esempio, tra aprile e novembre 2024, il costo di un chilo di zucchero è passato da 3.500 BIF a 10.000 BIF, mentre un litro di olio da cucina è salito da 79.000 BIF a 225.000 BIF. Inoltre, recentemente OLUCOME ha chiesto al governo burundese di istituire un registro nazionale pubblico di coloro che vincono appalti pubblici e di coloro che ricevono valute estere al fine di promuovere la trasparenza nella gestione dei mercati e delle valute pubbliche.
afin de promouvoir la transparence dans la gestion des marchés publics et des devises. C'est dans son communiqué de presse sorti ce lundi 09 décembre 2024 2/3 @BurundiGov @RT_Isanganiro @BoneshaFM @iwacuinfo
— OLUCOME Burundi (@olucome_burundi) December 9, 2024
La svalutazione della moneta e la speculazione dei funzionari pubblici hanno aggravato ulteriormente la situazione. Il tasso di cambio del dollaro è passato da 4.500 BIF nell’aprile 2024 a 8.000 BIF, segnando un aumento del 77%. Questo ha reso sempre più difficile per l’industria importare materie prime e medicamenti.
Una delle decisioni più controverse di Ndayishimiye è stata la chiusura del confine con il Rwanda, motivata ufficialmente dal presunto sostegno ruandese ai ribelli di Red-Tabara. Tuttavia, questa scelta ha isolato il Burundi, complicando i rapporti con la Comunità dell’Africa Orientale (EAC) e peggiorando le condizioni economiche del paese. Nel 2022, il Rwanda ha esportato beni verso il Burundi per un valore di 3,88 milioni di dollari, mentre le esportazioni burundesi verso il Rwanda si fermavano a soli 307.000 dollari.
Burundi, la chiusura del confine con il Rwanda paralizza la provincia di Cibitoke
In un contesto in cui il partito di governo CNDD-FDD sembra più preoccupato delle elezioni del 2025 che di affrontare la crisi, le prospettive appaiono fosche. OLUCOM suggerisce la necessità di un cambiamento radicale, compresa la possibile dimissione dell’intero governo, per cercare di riportare il paese su un percorso di stabilità economica.


