Nella notte tra venerdì e sabato 26 ottobre, la città di Ngozi, in Burundi, è stata sconvolta da un tragico episodio di violenza. Un agente di polizia, Déo Ndayisenga, ex responsabile delle comunicazioni del governatore locale, ha aperto il fuoco all’interno del bar UMUCO 2, uccidendo tre persone e ferendone una quarta. Le vittime sono Ménédore Nduwayo, nota come Mémé e cassiera del locale, una cameriera di nome Chantal, e un cliente presente al momento dell’attacco. Un’altra persona è stata gravemente ferita al braccio e trasportata all’ospedale di Ngozi.
👮🏾♂️🍺 Un policier en uniforme a fait 3 morts et 1 blessé au Bar Hotel Umuco 2 en @NgoziProvince, vers 3h du matin ce 26/10/2024. Les témoins indiquent qu'il n'arrêtait pas de consommer de force les boissons d'autres clients, ce qui a fait éclater une dispute entre eux. Le policier… pic.twitter.com/cNc0HE4WXB
— Jimbere (@MagazineJimbere) October 26, 2024
Secondo i testimoni, Ndayisenga ha prima colpito Nduwayo con un colpo mortale alla testa, per poi sparare agli altri presenti. Dopo l’attacco, l’agente è fuggito e le motivazioni del gesto restano incerte, anche se alcune fonti suggeriscono che la cassiera fosse il suo obiettivo principale. Questo dramma si inserisce in un’escalation di violenze che coinvolgono agenti di polizia: in soli sette giorni, cinque persone sono rimaste vittime di attacchi armati. Tra gli altri episodi, il 16 ottobre, Oscar Mbarushimana è stato ucciso da Godelieve Ininahazwe a Muyinga, e il 24 ottobre Gédéon Nzitonda è stato ferito alla gola da un agente a Buganda, provincia di Cibitoke.


