Il Camerun ha registrato 21.000 nuovi casi di infezione da HIV/Aids nel corso del 2025, secondo i risultati dell’indagine CAMPHIA 2025, condotta tra settembre 2024 e gennaio 2025. L’indagine, promossa dal Ministero della Sanità Pubblica, ha aggiornato i progressi compiuti nella lotta all’epidemia nel paese, evidenziando una riduzione dell’incidenza annuale dello 0,15% tra le persone di età compresa tra 15 e 49 anni. Tuttavia, il dato nasconde una realtà preoccupante: l’incidenza tra le donne (0,24%) risulta quattro volte superiore rispetto a quella degli uomini (0,06%).
La prevalenza nazionale dell’HIV nella stessa fascia d’età si attesta al 2,6%, con una netta disparità di genere: il 3,6% tra le donne contro l’1,6% tra gli uomini. Ciò significa che tre infezioni su quattro colpiscono le donne. Secondo le stime, nel paese vivono circa 503.000 adulti sieropositivi di età superiore ai 15 anni, con una prevalenza che varia dall’1,5% nelle regioni del Nord e dell’Estremo Nord al 4,6% nella regione del Centro, escludendo la capitale Yaoundé.
Un aspetto positivo emerge dai dati sulla soppressione virale, ovvero la capacità di controllare il virus nelle persone sieropositive: il 95% degli over 55 riesce a tenere sotto controllo l’infezione, contro solo il 50% circa tra i giovani. In particolare, la soppressione virale raggiunge il 53,7% tra le adolescenti e le giovani donne tra i 15 e i 24 anni, e il 50,4% tra gli uomini tra i 25 e i 34 anni.
L’indagine CAMPHIA 2025 conferma una tendenza al ribasso rispetto ai dati del 2017, quando l’incidenza era dello 0,24% e la prevalenza del 3,4%. Nonostante i progressi, le disuguaglianze di genere e l’accesso alle cure tra le fasce più giovani restano sfide aperte per il sistema sanitario camerunense.


