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Diritti umani

Camerun, l’oppositore Tchiroma presenta in Svizzera una denuncia penale contro Biya e alti funzionari

In Camerun l'oppositore Issa Tchiroma Bakary ha annunciato di aver presentato in Svizzera due denunce penali contro il presidente Paul Biya e numerosi alti funzionari, invocando il principio della giurisdizione universale per presunte violazioni dei diritti umani.

L’oppositore camerunese Issa Tchiroma Bakary ha annunciato di aver depositato davanti alle autorità giudiziarie svizzere due denunce penali contro il presidente Paul Biya e oltre venti alti esponenti delle istituzioni civili, militari e di sicurezza del Camerun. L’iniziativa, resa pubblica con un comunicato dell’11 luglio, si fonda sul principio della giurisdizione universale e riguarda presunti gravi crimini commessi durante la crisi successiva alle contestate elezioni presidenziali del 12 ottobre 2025.

Secondo Tchiroma, le denunce riguardano presunti massacri, torture, sparizioni forzate e altri atti di repressione che sarebbero stati perpetrati nei confronti di cittadini e oppositori politici dopo il voto. Una delle due denunce è dedicata alle presunte violazioni commesse durante la repressione post-elettorale nel suo complesso, mentre la seconda riguarda specificamente il caso dell’esponente dell’opposizione Anicet Ekané.

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Nel documento diffuso alla stampa, Tchiroma continua a definirsi “presidente eletto della Repubblica del Camerun”, sostenendo di essere il vero vincitore delle elezioni del 2025. Tale rivendicazione, tuttavia, non è stata riconosciuta dalle autorità elettorali camerunesi, che hanno confermato la vittoria del presidente Paul Biya.

Tra le persone indicate nelle denunce figurano, oltre allo stesso Biya, alcuni dei principali responsabili delle istituzioni camerunesi, tra cui il segretario generale della Presidenza Ferdinand Ngoh Ngoh, il ministro dell’Amministrazione territoriale Paul Atanga Nji, il ministro delegato alla Presidenza incaricato della Difesa Joseph Beti Assomo, il presidente del Consiglio costituzionale Clément Atangana e i vertici dell’organismo elettorale Elections Cameroon, oltre a numerosi comandanti militari, dirigenti delle forze di sicurezza e responsabili dell’intelligence.

La scelta della Svizzera non è casuale. Tchiroma ha spiegato di aver avviato il procedimento anche in considerazione dei frequenti soggiorni del presidente Biya a Ginevra, dove il capo dello Stato trascorre regolarmente lunghi periodi per motivi personali o di salute. Secondo l’oppositore, ciò renderebbe particolarmente significativa l’attivazione della magistratura elvetica nell’ambito della lotta contro l’impunità.

Il leader dell’opposizione sostiene inoltre che la repressione nei confronti dei dissidenti sia proseguita anche nei mesi successivi alle elezioni. Nel suo comunicato cita il caso dell’attivista Jacques Bertrand Mang, che afferma essere stato arrestato e incarcerato con accuse infondate, e quello del sindaco Joseph-Espoir Biyong, convocato dalle autorità di polizia.

Le denunce presentate in Svizzera rappresentano il secondo passo di una strategia giudiziaria internazionale. Lo scorso 12 giugno, infatti, Tchiroma aveva annunciato di aver depositato analoghi esposti presso la magistratura francese, sempre facendo riferimento al principio della giurisdizione universale. L’obiettivo dichiarato è quello di estendere iniziative simili anche ad altri Paesi che prevedono questo strumento giuridico.

La giurisdizione universale consente, in determinate circostanze e secondo la legislazione nazionale dei singoli Stati, di perseguire reati internazionali particolarmente gravi, come torture, crimini contro l’umanità o sparizioni forzate, anche se commessi al di fuori del territorio dello Stato che apre il procedimento.

Al momento, le autorità giudiziarie svizzere non hanno confermato pubblicamente la ricezione delle denunce né annunciato l’apertura di eventuali procedimenti. Non risulta quindi, allo stato attuale, alcuna decisione formale sull’ammissibilità o sul seguito delle iniziative legali annunciate dall’oppositore camerunese.

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