Il governo del Camerun ha avviato una vasta operazione di controllo nei confronti delle cosiddette “chiese di risveglio” dopo un caso che ha profondamente scosso l’opinione pubblica. Al centro della vicenda vi è la morte di una bambina di undici anni nel quartiere di Nkolndongo, nella periferia della capitale Yaoundé, che secondo le autorità sarebbe stata uccisa dopo essere stata indicata da un pastore come un “demone”.
The murder of a young girl in Nkolndongo, a neighborhood in Yaoundé IV, has prompted a strong reaction from Cameroon’s Ministry of Territorial Administration. On Wednesday, July 8, Minister Paul Atanga Nji announced the imminent closure of 1,400 revival churches operating… pic.twitter.com/LK5NVQcRL0
— MMI News (@MimiMefoInfo) July 11, 2026
Il ministro dell’Amministrazione territoriale, Paul Atanga Nji, ha convocato i vertici della Cameroon Life and Peace Evangelical Mission, l’organizzazione religiosa cui apparterrebbe il ministro di culto coinvolto. Durante l’incontro, il ministro ha ribadito che i luoghi di culto devono rappresentare spazi di tutela della vita umana e non contesti in cui possano maturare episodi di violenza.
Richiamando un rapporto amministrativo redatto dal prefetto del distretto di Yaoundé IV, Atanga Nji ha ricordato ai responsabili della missione evangelica che essi sono chiamati a rispondere non solo dell’insegnamento impartito nelle proprie comunità, ma anche della condotta dei pastori che operano sotto la loro autorità.
Tra le misure immediate disposte dal governo figura un censimento nazionale, da completare entro quattordici giorni, di tutti i rappresentanti e delle strutture legalmente riconosciute della denominazione religiosa. L’obiettivo dichiarato è rafforzare i controlli amministrativi e verificare il rispetto delle norme vigenti.
Il ministro ha inoltre chiesto alla chiesa di intensificare la formazione dei propri ministri attraverso seminari e programmi di educazione civica, sottolineando che il riconoscimento legale concesso dallo Stato comporta precise responsabilità che non possono essere delegate.
La decisione più significativa riguarda però l’annuncio della prossima chiusura di circa 1.400 chiese di risveglio che, secondo il governo, opererebbero con persistenti irregolarità amministrative. Atanga Nji ha dichiarato conclusa la fase di tolleranza nei confronti delle organizzazioni religiose prive dei requisiti richiesti, affermando che lo Stato ha il dovere di garantire la sicurezza dei cittadini e di vigilare affinché le attività religiose si svolgano nel rispetto della legge.
Il caso riporta all’attenzione un fenomeno diffuso in diversi Paesi africani, dove il rapido sviluppo di chiese pentecostali e di movimenti di risveglio ha spesso superato la capacità delle autorità di esercitare un’efficace vigilanza. Pur rappresentando per milioni di fedeli importanti punti di riferimento spirituale e sociale, alcune realtà religiose sono finite negli ultimi anni sotto osservazione per pratiche coercitive, accuse di manipolazione psicologica o interpretazioni estreme che possono mettere a rischio la sicurezza delle persone più vulnerabili, in particolare i minori.
Secondo il governo camerunese, l’intervento annunciato punta a rafforzare la responsabilità delle organizzazioni religiose senza mettere in discussione la libertà di culto, riaffermando però che ogni attività confessionale deve svolgersi entro il quadro delle leggi della Repubblica.


