Il governo di Praia ha espresso forte preoccupazione per la sospensione inattesa del rilascio dei visti di immigrazione verso gli USA, una decisione che – secondo le autorità capo verdiane – compromette seriamente le prospettive di movimento dei cittadini, già messe alla prova dalle recenti restrizioni sui visti per affari e turismo.
A dare voce al malcontento è stato il ministro degli Esteri José Luís Livramento, che ha parlato apertamente di scelte “inaspettate” da parte dell’amministrazione statunitense. In particolare, Capo Verde è stato inserito in un elenco di Paesi per i quali i viaggiatori con visti B1/B2 dovranno versare una cauzione fino a 15.000 dollari, mentre, a distanza di pochi giorni, è arrivata la sospensione dei visti di immigrazione per un gruppo più ampio di Stati, tra cui l’arcipelago atlantico.
Nuovi criteri e vecchie fragilità
Washington motiva le misure con la necessità di rafforzare i controlli su quelli che vengono definiti Paesi “ad alto rischio”, introducendo requisiti aggiuntivi per garantire che i nuovi arrivati non diventino un onere per il sistema pubblico. Una linea che si innesta su norme già esistenti, ma che ora assume un carattere molto più selettivo e restrittivo.
Per Capo Verde però, l’impatto è particolarmente sensibile. Gli Stati Uniti rappresentano una delle principali destinazioni della diaspora capoverdiana, pilastro economico e sociale del Paese. I dati sul tasso di permanenza oltre i limiti consentiti, in crescita negli ultimi anni, vengono indicati come uno degli elementi alla base delle decisioni americane, ma il governo di Praia sottolinea come situazioni analoghe riguardino anche altri Paesi non colpiti da misure altrettanto severe.
Dialogo aperto, in attesa di segnali
Nonostante il clima di forte incertezza, le autorità di Capo Verde insistono su di un approccio pragmatico. Livramento ha ribadito l’impegno a mantenere un dialogo costante con Washington, nella convinzione che la fase attuale sia temporanea. Tra le iniziative citate, anche il ritorno del Peace Corps, con programmi di preparazione linguistica e culturale per i cittadini in partenza, pensati per favorire una migliore integrazione.
Le nuove regole entreranno in vigore a breve, in un anno simbolicamente importante per l’arcipelago, che si prepara a debuttare ai Mondiali proprio negli Stati Uniti. Un dettaglio che rende il momento ancora più delicato. Nel mentre che Capo Verde cerca visibilità e apertura internazionale, la libertà di movimento dei suoi cittadini si trova improvvisamente al centro di un braccio di ferro diplomatico che va ben oltre la dimensione insulare del Paese.
NEWS e ANAlisi dalle Afriche mercoledì 15 Aprile 2026


