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Diritti umani

Centrafrica, oltre 17.000 sfollati ad Am Dafok: la Minusca avverte, la situazione resta calma ma imprevedibile

In Repubblica Centrafricana oltre 17.000 persone hanno trovato rifugio nei pressi della base temporanea della Minusca ad Am Dafok dopo i combattimenti con i gruppi armati, mentre l'ONU definisce la situazione "calma ma imprevedibile".

La riconquista di Am Dafok da parte delle forze armate della Repubblica Centrafricana ha riportato il controllo governativo sulla località di confine con il Sudan, ma non ha ancora restituito sicurezza alla popolazione. A una settimana dall’operazione militare del 5 luglio, quasi tutti gli abitanti della città e di numerosi villaggi circostanti hanno abbandonato le proprie case, concentrandosi nei pressi della base temporanea della Missione multidimensionale integrata delle Nazioni Unite per la stabilizzazione nella Repubblica Centrafricana (Minusca).

Secondo gli ultimi dati diffusi dalle autorità locali e riportati dalla missione ONU, 17.585 persone hanno trovato rifugio nell’area adiacente alla base di Am Dafok. Altre 700 persone si sono invece spostate verso Birao, dopo la diffusione di voci su possibili nuovi attacchi lungo l’asse che collega le due località.

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La Minusca descrive quello in corso come uno spostamento di popolazione di dimensioni eccezionali per questa regione del nord-est centrafricano. Le violenze, iniziate il 30 giugno, hanno coinvolto non soltanto Am Dafok ma anche una decina di villaggi circostanti, costringendo migliaia di civili a cercare protezione.

Pur riconoscendo un miglioramento rispetto ai giorni più intensi dei combattimenti, la missione delle Nazioni Unite invita alla prudenza. La situazione viene definita “più calma, ma ancora imprevedibile”, soprattutto a causa della porosità del confine con il Sudan e della persistente presenza di gruppi armati nell’area.

In questo contesto la priorità resta la protezione della popolazione civile. La Minusca afferma di lavorare per garantire la sicurezza degli sfollati, mantenere la presenza delle istituzioni statali e consentire l’arrivo degli aiuti umanitari, assicurando al tempo stesso la protezione del personale impegnato nelle operazioni di soccorso.

L’emergenza resta tuttavia enorme. Accogliere oltre 17.000 persone nel giro di poche ore rappresenta una sfida logistica e umanitaria particolarmente complessa. Le necessità immediate riguardano assistenza alimentare, acqua potabile, cure sanitarie e ripari temporanei. Solo in una fase successiva, sottolinea la missione ONU, sarà possibile lavorare per creare le condizioni che consentano agli sfollati di rientrare volontariamente nelle proprie abitazioni in condizioni di sicurezza e dignità.

Secondo la Minusca, questo obiettivo appare ancora lontano. Prima sarà necessario consolidare la sicurezza sul territorio e ridurre il rischio di nuove incursioni armate in una delle aree più fragili della Repubblica Centrafricana.

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