Il 16 maggio 2025, all’alba, l’ex Primo Ministro del Ciad e leader dell’opposizione Succès Masra è stato arrestato nella sua abitazione nel quartiere Gassi, a N’Djamena, da forze armate dello Stato. L’intervento, avvenuto alle 5:56 del mattino, è stato documentato da un video di sorveglianza diffuso dal suo partito, Les Transformateurs, che ha denunciato un’irruzione violenta e priva di giustificazioni legali.
🇹🇩 🚨ENLÈVEMENT de Succès Masra : Des images de vidéosurveillance montreraient Succès Masra escorté par des hommes armés à 5h56. L’identité des individus reste inconnue, mais leurs tenues évoqueraient les Forces d’Intervention Rapide (FIR), déjà citées dans d’autres affaires. https://t.co/6KCizJLfly pic.twitter.com/X6vHp5WEXG
— Tchad One (@TchadOne) May 16, 2025
Inizialmente, nessuna motivazione ufficiale era stata comunicata. Solo ore dopo, il procuratore della Repubblica, Oumar Kedelaye, ha tenuto una conferenza stampa per annunciare che Masra è accusato di “incitamento all’odio”, “complicità in omicidio”, “incendi dolosi” e “profanazione di tombe”. Tali accuse sarebbero legate a messaggi pubblicati sui social che, secondo l’accusa, avrebbero contribuito all’attacco avvenuto due giorni prima nel villaggio di Mandakao (nel Logone Occidentale), dove sono morte 42 persone, in maggioranza donne e bambini.
Tuttavia, né il contenuto dei messaggi né la responsabilità diretta di Masra sono stati resi pubblici. Inoltre, il luogo della sua detenzione rimane sconosciuto. Una delegazione del suo partito, accompagnata dagli avvocati, è riuscita a incontrarlo: Masra ha dichiarato di essere sorpreso dalle accuse e di averne appreso i dettagli solo dai suoi legali.
Il partito Les Transformateurs ha respinto ogni addebito, dichiarando che la loro azione politica è sempre stata pacifica. I dirigenti denunciano una violazione dei diritti civili e costituzionali e richiedono la liberazione immediata del loro leader. Anche molti attivisti e militanti sono rimasti scossi dall’arresto, giudicato arbitrario e ingiustificato.
Le tensioni politiche si erano già intensificate alla fine di aprile, quando Masra aveva criticato apertamente il presidente Mahamat Idriss Déby Itno, accusandolo di non rispettare l’accordo di transizione di Kinshasa e di attuare solo “cambiamenti cosmetici”. Non è ancora chiaro se l’arresto sia direttamente legato a queste dichiarazioni, ma il tempismo ha sollevato numerosi sospetti.
Masra, tornato in patria dopo un esilio di un anno e mezzo, era stato nominato Primo Ministro nel gennaio 2024 da Déby Itno. Tuttavia, si era dimesso dopo pochi mesi, alternando dichiarazioni critiche e aperture al dialogo. La sua recente incarcerazione rappresenta una grave escalation della crisi politica nel paese.


