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Ciad, graziato e liberato l’oppositore Succès Masra: si apre una nuova fase politica

In Ciad il presidente Mahamat Idriss Déby ha graziato e liberato il principale oppositore Succès Masra, condannato a vent’anni di carcere, insieme ad altri otto esponenti politici.

Il presidente ciadiano Mahamat Idriss Déby ha concesso la grazia a Succès Masra, principale figura dell’opposizione e suo avversario alle elezioni presidenziali del 2024. L’ex primo ministro, condannato a vent’anni di carcere, è stato liberato nella tarda serata di venerdì 14 agosto insieme ad altri otto esponenti politici dell’opposizione.

Masra ha lasciato il carcere intorno alle 23.30 e poco dopo la mezzanotte ha raggiunto, sotto la pioggia e accompagnato da una scorta, la sede del suo partito, Les Transformateurs, a N’Djamena. Ad attenderlo numerosi militanti, che hanno accolto la liberazione come l’inizio di una possibile nuova fase politica.

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«Esco da questa esperienza ancora più convinto, con ancora più sete e fame di giustizia per il nostro popolo», ha dichiarato Masra al suo arrivo. L’oppositore ha inoltre ribadito la propria disponibilità a lavorare con il capo dello Stato e con le diverse componenti politiche affinché il paese possa andare avanti.

La grazia era stata annunciata dal presidente Déby nell’ambito di una serie di provvedimenti presentati come un contributo all’unità nazionale, alla pace e alla riconciliazione. Oltre a Masra, ne hanno beneficiato otto esponenti del Groupe de concertation des acteurs politiques (GCAP), coalizione dell’opposizione. Erano stati arrestati nell’aprile scorso dopo avere organizzato una manifestazione vietata e stavano scontando pene di otto anni di reclusione.

Un ulteriore decreto presidenziale prevede inoltre riduzioni parziali della pena per diversi detenuti nelle carceri del paese.

La posizione di Masra resta tuttavia particolare. Arrestato nel maggio 2025, era stato accusato di avere diffuso sui social media messaggi d’odio collegati alle violenze avvenute nel sud-ovest del Ciad, dove, secondo le autorità, almeno 42 persone erano state uccise. Il suo partito aveva denunciato l’arresto come un sequestro compiuto da militari al di fuori delle normali procedure giudiziarie.

La successiva condanna a vent’anni di carcere aveva ulteriormente irrigidito il confronto tra il governo e una delle principali forze dell’opposizione ciadiana. Masra era stato primo ministro del governo di transizione tra gennaio e maggio 2024, prima di presentarsi alle presidenziali contro Déby. Dopo il voto aveva contestato i risultati ufficiali e sostenuto di essere il reale vincitore delle elezioni. Les Transformateurs aveva poi boicottato le legislative del dicembre 2024, denunciando insufficienti garanzie sulla trasparenza del processo elettorale.

La liberazione del suo leader è stata definita dal partito l’apertura di una «nuova pagina». Anche altre componenti dell’opposizione hanno accolto positivamente il provvedimento. Il RNDT-Le Réveil lo ha definito un «segnale incoraggiante», chiedendo tuttavia che sia seguito da una più ampia apertura politica e da un dialogo duraturo e inclusivo.

Resta infatti un limite decisivo: la grazia presidenziale non equivale a un’amnistia. Le condanne non vengono cancellate e i nove oppositori liberati rimangono, allo stato attuale, ineleggibili. Il provvedimento restituisce dunque a Masra la libertà personale, ma non ancora la piena possibilità di tornare a competere nelle istituzioni.

È proprio su questo terreno che si misurerà la portata politica della decisione di Déby. Il Ciad è governato dalla famiglia Déby da oltre trent’anni: Mahamat Idriss Déby è arrivato al potere nel 2021, dopo la morte in combattimento del padre Idriss Déby Itno, alla guida del paese dal 1990.

La liberazione di uno dei suoi principali avversari può contribuire a ridurre le tensioni politiche, ma resta da vedere se sarà seguita da un effettivo ampliamento dello spazio democratico. Le prossime mosse di Masra, del suo partito e della presidenza chiariranno se la grazia del 14 agosto rappresenti soltanto un gesto di distensione o l’avvio di un processo più ampio di riconciliazione e dialogo politico.

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