Nella serata di mercoledì 8 gennaio 2025, intensi scontri a fuoco sono stati uditi nel centro della capitale del Ciad, N’Djamena, nei pressi del palazzo presidenziale. Un gruppo armato ha tentato di penetrare all’interno del complesso, ma l’esercito ciadiano ha risposto prontamente, respingendo l’assalto e neutralizzando diversi assalitori.
#tchad 🇹🇩 ⚡️ : Tentative d’attaque de Boko Haram contre le palais présidentiel de N’Djamena.
L’armée tchadienne a rapidement réagi, repoussant l’assaut et neutralisant plusieurs assaillants. pic.twitter.com/6Wh0Ym7dyx
— 𝐇𝐢𝐬𝐭𝐨𝐢𝐫𝐞𝐬 𝐝'𝐀𝐟𝐫𝐢𝐪𝐮𝐞 ♤ (@Silboyofficiell) January 8, 2025
Le strade adiacenti alla presidenza sono state bloccate al traffico e mezzi corazzati sono stati schierati, in un contesto di forte tensione, poche ore dopo la visita del ministro degli Esteri cinese Wang Yi, ricevuto dal presidente Mahamat Idriss Déby Itno.
Questo attacco si inserisce in un periodo di crescente instabilità nel paese. Il Ciad, dopo aver messo fine lo scorso novembre alla cooperazione militare con la Francia, affronta una serie di minacce, tra cui le frequenti offensive dei jihadisti di Boko Haram nella regione del Lago Ciad. Solo a ottobre, un attacco contro una base militare ciadiana ha causato la morte di quindici ufficiali.
Gunfire heard near the presidency of Chad's capital, military vehicles seen https://t.co/5oaguoAqMv pic.twitter.com/PryI9tOAax
— Reuters World (@ReutersWorld) January 8, 2025
Il presidente Déby ha risposto lanciando un’operazione militare denominata “Haskanite”, durata due settimane, per contrastare l’avanzata dei jihadisti. Tuttavia, il Ciad ha anche minacciato di abbandonare la Forza Multinazionale Mista, lamentando la passività dei suoi alleati nella lotta al terrorismo.
Le tensioni interne e il contesto geopolitico rendono sempre più complessa la gestione della sicurezza del paese, particolarmente esposto a minacce sia interne che esterne.


