Ieri da Starmer la presidente del consiglio Giorgia Meloni si appellava all’unità atlantica, in velata contrapposizione con l’Unità Europea in costruzione su iniziativa del presidente francese e del primo ministro britannico, e conseguente ai fatti di Washington.
Già , Washington. Quando in uno sfogo incontrollato Trump si è fatto sfuggire: tu non hai le carte!
In quel momento è stato chiaro, per ogni europeo, non solo per il presidente ucraino, di esser parte di un paese, di un continente per lo più sprovvisto di carte. Un grande insegnamento. Davvero illuminante!
Noi europei, ma anche i canadesi, i messicani, i panamensi, i palestinesi di Gaza e così via siamo tutti cittadini di paesi senza carte. Abbiamo terre bellissime, storiche e ricche di risorse naturali, di industrie all’avanguardia. Ma non abbiamo la forza per difendere i nostri confini, e se non sei una superpotenza non hai le carte, devi tacere e subire. Infatti a Zelenskiy è stato detto: stai zitto, non hai le carte!
Quale Paese ha le carte contro Putin e Trump? Nessuno! Quindi, stai zitto e accetta la spoliazione del tuo Paese, perché non sei nella posizione di negoziare. Non hai le carte!
E quando Zelenski di rimando ha risposto: se mi sottometto, qual è la garanzia che Putin non mi chieda altre terre? Gli è stato ribadito, nessuna! Non hai le carte!
I paesi senza carte (PSC) non hanno scampo: per loro il diritto internazionale è azzerato! Siamo tornati al Medioevo, la regola è solo il diritto del più forte!
Ecco perché Starmer e Macron hanno ben inteso il significato implicito del messaggio dato a noi europei tramite Zelenski: i paesi dell’UE dovrebbero essere più uniti: perché sono tutti o quasi paesi senza carte (PSC). Non hanno armi sufficienti, non hanno risorse: non hanno carte!
L’insegnamento della Casa Bianca non potrebbe essere più illuminante. Gli Stati Uniti hanno le carte e sono dalla parte degli altri paesi che hanno le carte, tutti gli altri possono andare a farsi benedire (per usare un eufemismo)!
Questa illuminante realtà porta al passo successivo: non c’è niente da aspettarsi dagli Stati Uniti. Che Zelenskiy firmi o meno. Nessuna garanzia sarà data per il passato, per il presente e soprattutto per il futuro. Niente! Niente carte, niente garanzie.
Il mondo d’oggi sembra diventato un posto peggiore in cui vivere, ma lo è da oggi o lo era anche prima? Lo era anche prima, solo che non lo sapevamo in modo tanto chiaro, ora lo sappiamo: per i paesi senza carte non ci sono più illusioni. Questa è la dottrina moderna, e grazie al sacrificio di Zelenskiy oggi noi europei siamo in grado di guardare la realtà ad occhi finalmente aperti.
Noi, cittadini europei siamo sotto la tutela-minaccia delle superpotenze confinanti ad est e ad ovest, se decidono di toglierci una parte del nostro territorio, o tutto: dobbiamo arrenderci, non resistere, non combattere, altrimenti stiamo giocando d’azzardo con la Terza Guerra Mondiale! Siamo noi che stiamo giocando d’azzardo, siamo noi i colpevoli, non la potenza che ci invade. Niente
carte significa niente diritti, e niente diritti significa sovranità limitata!
Questo è l’insegnamento, questo è il principio! Se s’intende il principio allora si puo intendere a cosa credere e a cosa no. Noi PSC siamo come un gregge di pecore circondato dai lupi. Per quale motivo un lupo non dovrebbe schierarsi con gli altri lupi e invece stare con le pecore?
Ecco la generosa intuizione di Macron e Starmer, le pecore, i paesi senza carte per averle devono stare con i loro pari più potenti, devono unirsi agli altri PSC e mettere a fattor comune le proprie poche forze, non più confidare solo su se stessi. Non possono più starsene tranquilli come un tempo, come ad esempio quando gli USA li difendevano dagli altri paesi con maggiori carte. Ora gli USA si sono rivelati, hanno stabilito nuove alleanze, e i PSC sono soli: niente carte, niente solidarietà. Ma l’offerta di Starmer e Macron non è a lungo termine, perché loro le armi nucleari, sebbene limitate, le hanno e in caso di ritardi potrebbero cercare altre alleanze.
L’idea di Starmer e Macron è che forse è possibile ricreare, almeno in parte, la solidarietà di difesa Euro -Atlantica con i propri pari senza carte. I PSC hanno solo questa possibilità di resistere: mettere insieme le loro deboli forze militari, se confrontate con quelle dei paesi con le carte, ed accrescerle, trasformando se stessi, messi assieme, in un grande paese con le carte.
Ma questo è un compito arduo perché i PSC sono troppo diversi tra di loro, troppo titubanti, troppo divisi all’ interno e all’ esterno, troppo soggetti all’influenza delle super potenze, troppo lenti nel prendere le decisioni cruciali. E tuttavia devono coltivare la consapevolezza di essere senza carte, e a chi non ha le carte non sono più concesse illusioni!
Il primo libro accademico sul diritto internazionale fu pubblicato nel 1593, il Codex Gentium. Prima di esso, il diritto internazionale come disciplina non esisteva; nei secoli successivi il mondo ha sviluppato un’enorme quantità di conoscenze su tale argomento che ha informato di sé tutte le genti. Dobbiamo renderci conto che oggi Trump ha strappato quel libro. Non c’è più il diritto internazionale, solo la legge della forza. Niente più Nazioni Unite. Niente di ciò a cui eravamo abituati, questi sono ormai solo vuoti simulacri del passato. Nessuna Organizzazione delle Nazioni Unite, Nessuna Carta Atlantica, nessuna legge internazionale ci difenderà! Ed è inutile ed evasivo di fronte a scelte cruciali da prendere hic et nunc appellarsi a queste come ha fatto a Londra Giorgia Meloni
In caso di attacco da parte della Federazione Russa a un Paese NATO, ma considerato senza carte secondo la dottrina Trump, possiamo ancora credere che gli Stati Uniti lo difenderebbero ai sensi del quinto articolo della Carta Atlantica?
Dopo l’insegnamento riguardo la dottrina dei paesi “senza carte” ricevuto pressi la Casa un tempo Bianca, ora imbrattata di vergogna, anche quel Trattato è divenuto carta straccia. C’è da credere che gli Stati Uniti non muoverebbero nemmeno un dito! E nel remoto caso in cui lo facessero, che chiederebbero al paese senza carte difeso di rimborsarli con oro sonante o porzioni di territorio.
Che grande e nobile insegnamento fu dato al mondo nel 1870 da Giuseppe Garibaldi quando la Francia, attaccata dall’esercito prussiano, fu da lui difesa. Lui che nel 1849 aveva resistito all’assedio della stessa Francia sui bastioni di Roma! Lui, che invecchiato e sofferente, corse a difendere la Francia, senza chiedere rimborsi per i suoi sforzi né onori per le sue vittorie! Quale grande insegnamento di nobiltà possiamo apprendere visitando i cimiteri di quegli americani sepolti ad Anzio, vicino Roma. Migliaia e migliaia di giovani che hanno dato la vita per salvare l’Italia invasa dalla Germania nazista durante la seconda guerra mondiale. Il loro presidente, F.D. Roosevelt, non chiese un rimborso per tanto sangue, anzi, con il Piano Marshall, l’America di Truman aiutò disinteressatamente l’Italia, un ex nemico, per la sua ricostruzione postbellica.
Fin’ora, nessuno dei nostri esponenti politici è mai stato invitato da alcun presidente presso lo Studio Ovale, per essere umiliato di fronte al mondo intero – a beneficio degli sghignazzanti macellai russi – come è stato fatto con l’eroico Zelenskiy.
Ma questo è il passato. La nuova dottrina è divide, umilia et impera!
È da a questa dottrina che Starmer e Macron intendevano smarcarsi con il summit di Londra. Speriamo che Meloni finalmente lo capisca.


