Nella Repubblica del Congo (o Congo-Brazzaville), tutti i ministri e alti funzionari pubblici sono stati privati dei viaggi all’estero fino alla fine del 2024 per ragioni economiche. La decisione, formalizzata in una circolare firmata dal primo ministro Anatole Collinet Makosso, risponde alle indicazioni del presidente della Repubblica e mira a ridurre le spese dello Stato, attualmente sotto forte pressione finanziaria. L’unica eccezione alla misura riguarda le missioni che coinvolgono direttamente il Presidente della Repubblica. Per altri tipi di missioni, la circolare incoraggia l’uso della videoconferenza come alternativa ai viaggi internazionali.
Au 🇨🇬#Congo, les missions à l'étranger des membres du gouvernement, des hauts fonctionnaires et des autres agents de l'Etat sont suspendues, a annoncé le Premier ministre, chef du gouvernement, Anatole Collinet Makosso (@MakossoAnatole). Toutes les missions à l'étranger… pic.twitter.com/1sw2VWVPIq
— #AFRICA24 (@AFRICA24TV) October 16, 2024
Secondo fonti governative, la restrizione è stata introdotta per contenere lo stile di vita dei funzionari statali e alleggerire il bilancio del paese, che da tempo soffre una crisi economica profonda. Diversi settori dell’economia congolese, come l’educazione e i trasporti, si trovano in gravi difficoltà. Scioperi stanno colpendo istituzioni pubbliche, tra cui l’università statale e la Ferrovia Congo-Oceano (CFCO), con i lavoratori che protestano per il mancato pagamento degli stipendi. Inoltre, nella capitale Brazzaville, da un mese i rifiuti rimangono non raccolti ai bordi delle strade a causa dello sciopero dei dipendenti della società di gestione dei rifiuti, che non hanno ricevuto il loro salario.
Nonostante il Congo-Brazzaville sia un paese produttore di petrolio, la sua economia ha subito un declino progressivo negli ultimi anni. Il bilancio statale per il 2024 è stato ridotto a circa 4 miliardi di euro, rispetto ai 6 miliardi di euro del 2020, riflettendo la difficile situazione finanziaria. Anche i ricavi del petrolio non sono stati sufficienti a compensare il declino generale dell’economia, e metà della popolazione, composta da circa 6 milioni di abitanti, vive al di sotto della soglia di povertà.
Le misure di austerità adottate dal governo mirano a stabilizzare la situazione finanziaria del paese, ma al contempo mettono in evidenza le forti disparità socioeconomiche e la vulnerabilità di ampi settori della popolazione, che continuano a soffrire per la mancanza di servizi di base e per l’instabilità economica diffusa.


