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Diritti umani

Costa d’Avorio, anche donne incinte in carcere dopo le proteste di ottobre

Tra le persone detenute nella prigione di Abidjan alcune sono state già condannate per “disturbo alla quiete pubblica”, “partecipazione a manifestazione non autorizzata” e “raduno sulla pubblica via”.

Cinque mesi dopo le manifestazioni convocate dall’opposizione prima delle elezioni presidenziali dell’ottobre 2025, svoltesi ugualmente nonostante il divieto imposto dal governo, numerose persone sono in carcere in attesa di giudizio, pur non avendo preso parte alle manifestazioni. Altre sono state condannate al termine di processi irregolari.
Tra le persone detenute nella prigione di Abidjan ci sono anche tre donne incinte. Due di loro sono state condannate per “disturbo alla quiete pubblica”, “partecipazione a manifestazione non autorizzata” e “raduno sulla pubblica via”.
Una di loro, una venditrice ambulante madre di quattro figli, è agli ultimi mesi di gravidanza. È stata arrestata l’11 ottobre mentre vendeva succhi di frutta nei pressi del luogo dove si stava svolgendo una protesta. È stata condannata a tre anni di carcere e da allora non vede i suoi familiari. Un’altra, madre di cinque figli e al sesto mese di gravidanza, è stata condannata alla stessa pena perché indossava una maglietta coi colori di un partito dell’opposizione.
Entrambe hanno presentato appello contro le condanne ma la data del nuovo processo non è stata ancora fissata.
In attesa del primo processo c’è una terza donna incinta di sette mesi. Uscita di casa il 20 ottobre per fare acquisti, si è fermata a vedere la fuga dei manifestanti inseguiti dalle forze di sicurezza. È stata picchiata e arrestata.
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Costa D’Avorio
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