In un momento storico per l’Africa occidentale, la Costa d’Avorio e il Senegal hanno annunciato la fine della presenza militare straniera nei loro territori. I presidenti Alassane Ouattara e Bassirou Diomaye Faye hanno espresso la volontà di riaffermare la sovranità nazionale, sottolineando la necessità di ridefinire le relazioni con l’ex potenza coloniale francese e con altri paesi occidentali.
“Il ritiro coordinato delle forze francesi dalla Costa d’Avorio”
Nel suo discorso di fine anno, il presidente ivoriano Alassane Ouattara ha annunciato il ritiro “coordinato e organizzato” delle forze francesi dalla Costa d’Avorio, ribadendo l’orgoglio nazionale per i progressi nella modernizzazione delle forze armate del paese. Questo annuncio riflette una tendenza più ampia nella regione: la Francia ha già ritirato i suoi contingenti da Mali, Burkina Faso e Niger, a seguito di colpi di stato militari e di un crescente sentimento antifrancese.
Secondo fonti riportate da Reuters, la Francia sta ridimensionando la sua presenza in Africa occidentale e centrale, passando da circa 2.200 a 600 soldati. Questo cambiamento si inserisce in un quadro di revisione delle politiche militari francesi nell’area, segnato da una crescente pressione delle ex colonie per un maggiore controllo delle proprie risorse e sicurezza interna.
“Il Senegal guarda al futuro: fine di tutte le basi militari straniere entro il 2025”
In Senegal, il presidente Bassirou Diomaye Faye ha stabilito il 2025 come data limite per la chiusura di tutte le basi militari straniere, compresa quella francese. In un discorso fortemente simbolico, Faye ha dichiarato che la presenza di forze militari straniere è incompatibile con la piena sovranità nazionale.
Eletto su una piattaforma sovranista e panafricanista, il presidente senegalese ha sottolineato l’importanza di ridefinire la cooperazione internazionale, privilegiando partnership strategiche basate sul rispetto reciproco e sulla diversificazione delle alleanze. “Il Senegal è un paese indipendente e sovrano”, ha affermato Faye, aggiungendo che “la sovranità non si concilia con la presenza di basi militari straniere”.
Questa decisione rappresenta una rottura con il passato e una nuova visione per il futuro del Senegal, caratterizzata da una maggiore autonomia nelle politiche di sicurezza e da una rinnovata attenzione alla cooperazione regionale.
Le decisioni di Costa d’Avorio e Senegal riflettono un cambiamento più ampio nel panorama politico dell’Africa occidentale. Sempre più paesi della regione stanno cercando di affrancarsi dalle influenze straniere, adottando approcci sovranisti che enfatizzano l’autonomia e la gestione locale delle risorse.
In conclusione, la fine della presenza militare francese, in particolare, segna un momento simbolico, data la lunga storia coloniale che ha legato la Francia a molti paesi della regione. Tuttavia, sia Ouattara che Faye hanno sottolineato che queste decisioni non significano una rottura totale con i partner internazionali, ma piuttosto un aggiornamento delle relazioni verso una cooperazione più equa e rispettosa. Costa d’Avorio e Senegal si posizionano come leader di un movimento per una maggiore sovranità africana, ponendo fine alla presenza militare straniera e aprendo la strada a nuove forme di cooperazione internazionale. Questo cambiamento rappresenta non solo una sfida per le ex potenze coloniali, ma anche un’opportunità per l’Africa di definire un futuro più indipendente e autodeterminato.


