In Costa d’Avorio l’accesso universale all’elettricità è oggi più vicino che mai, grazie a un programma governativo sostenuto dal Gruppo Banca Mondiale e da investimenti del settore privato. Fino a pochi anni fa, per famiglie come quella dei Kima, residenti ad Anono, un villaggio alla periferia di Abidjan, il costo per installare il contatore elettrico rappresentava un ostacolo insormontabile: in media circa 150.000 franchi CFA (250 dollari). Senza questa spesa iniziale, pur vivendo in aree già collegate alla rete, molti cittadini rimanevano esclusi dalla possibilità di avere la luce in casa, di studiare la sera, di alimentare piccoli elettrodomestici e di migliorare le proprie attività economiche.
La svolta è arrivata con il “Programme Electricité Pour Tous (PEPT)”, che prevede formule di finanziamento flessibili e accessibili, consentendo anche alle famiglie più vulnerabili di installare il contatore con una spesa minima iniziale: i Kima, ad esempio, hanno potuto connettersi pagando appena 1.000 franchi CFA (circa 1,50 dollari) e continuando poi a rate. Il cambiamento è tangibile: Aziz, il figlio di dieci anni, ora studia in un ambiente illuminato e sicuro, mentre la madre Gisèle, sarta, può lavorare con meno fatica e soddisfare più ordini grazie a una macchina da cucire elettrica.
Il programma ha già permesso a oltre 2 milioni di famiglie a basso reddito di accedere all’elettricità, raddoppiando i collegamenti dal 2014 a oggi. Nei prossimi quattro anni si prevede di realizzare oltre 800.000 nuove connessioni, con un incremento del 13% nel tasso nazionale di accesso. Secondo le statistiche ufficiali, la copertura elettrica del Paese è passata dall’88% nel 2023 a circa il 94% nel 2024, ma una parte consistente della popolazione non poteva ancora permettersi il collegamento.
Per sostenere questo percorso, la IFC (International Finance Corporation) ha contribuito con un investimento iniziale di 48,8 milioni di dollari a un social bond da 97,6 milioni, destinato a coprire i costi di installazione dei contatori. L’iniziativa si inserisce in una strategia trentennale del Gruppo Banca Mondiale in Costa d’Avorio, volta a rafforzare il settore energetico e migliorare le condizioni di vita dei cittadini.
Il PEPT è inoltre parte di un quadro più ampio, la “Mission 300”, lanciata insieme alla Banca Africana di Sviluppo, che punta a garantire elettricità pulita e affidabile ad almeno 300 milioni di africani entro il 2030. Secondo Makhtar Diop, direttore generale della IFC, l’energia elettrica è motore di istruzione, sanità, innovazione e occupazione, e la crescita degli investimenti privati nel settore sta contribuendo a trasformare il panorama energetico del continente.
L’esperienza della Costa d’Avorio mostra come politiche pubbliche mirate, sostenute da strumenti finanziari innovativi, possano ridurre le disuguaglianze e avvicinare milioni di persone a servizi essenziali. L’accesso universale all’elettricità, oltre a rappresentare un obiettivo di sviluppo, si traduce quotidianamente in nuove opportunità per le famiglie, in maggiore sicurezza per i bambini, in migliori condizioni di lavoro per gli adulti e in una spinta complessiva alla crescita economica e sociale del Paese.


