Skip to content
Recensioni

Crimini e violenze, esiste una cura per la tortura?

Recensione di “Parlarne.
come raccontare la tortura e le umiliazioni” di Hélène Jaffé

Hélène Jaffé, medico francese a lungo collaboratrice di Amnesty International a Toulouse e Parigi, testimonia nel suo libro “Parlarne. Come raccontare la tortura e le umiliazioni subite” (L’Harmattan Italia, 2025) sulla sua esperienza, a partire dagli anni 1980, accanto alle persone vittime di tortura esuli in Francia. È in quel periodo che nascono le prime strutture che si dedicano al recupero psico-fisico di uomini e donne trattate in modo indegno dalle autorità dei loro paesi d’origine.

Le problematiche connesse ai diritti umani, alla dignità di ciascuno e al rispetto da parte dei governi della Convenzione delle Nazioni Unite contro la Tortura (in vigore dal 1987) sono al centro della riflessione, in un’ottica che si fonda sull’importanza di ascoltare le parole delle vittime, facendole uscire da quel silenzio in cui le rinchiude la paura, la vergogna e l’indifferenza altrui, sino a imprigionarle in un recinto soffocante.

Annunci

Il lavoro pionieristico di Hélène Jaffé con i suoi pazienti si è sviluppato nel quadro delle attività della Association des Victimes de la Répression en Exil(che ha assistito oltre 4.000 persone) e di MédecinsSans Frontières (con missioni nella Repubblica di Guinea e in Chad).

L’Africa, in particolare attraverso i drammi di chi ha vissuto sotto governi dittatoriali caratterizzati dal culto del leader supremo e da atti di una crudeltà inusitata, occupa uno spazio di rilievo nella narrazione autobiografica di Hélène Jaffé. Con la sua équipe è stata, ad esempio, tra le prime a recarsi nella Repubblica di Guinea, all’indomani della scomparsa di Sékou Touré, artefice dell’indipendenza del paese dal colonialismo francese e suo presidente dal 1958 sino al 1984 (anno in cui è morto). Il suo dominio si è caratterizzato per pratiche poliziesche, arresti di oppositori, reclusioni in carceri dove la tortura era di prassi. Il caso più noto è quello del campo di concentramento di Boiro (allestito nella capitaleConakry). Hélène Jaffé sottolinea non solo la gravità degli abusi perpetrati, ma le conseguenze per i rari scampati, una volta tornati liberi.

Scrive (p. 50): “Sembrava un vecchio. Aveva però solo quarantacinque anni, ma era rimasto sette anni a Boiro (…). Ci spiegò, faticosamente, che talvolta aveva attacchi di rabbia, specie quando pensava a ciò che aveva sofferto, e lo stato in cui si trovava. Questi attacchi di rabbia, vissuti molto male da chi lo circondava, erano innescati dall’intrusione ossessiva (come se ‘avesse un cinema in testa’) dei ricordi risalenti al periodo di detenzione”. Ed ecco le parole di un altro prigioniero: “Un giorno, ci rendevamo conto che era passato molto tempo dall’ultima volta che avevamo pensato alla famiglia. Ormai pensavamo solo alla morte. Un’ossessione. Ci stupiva quasi il non pensare a nessuno… Infine smettevamo di pensare a qualsiasi cosa. Era tutto vuoto, il tempo scorreva e basta, senza profondità”.

Un’altra realtà autocratica e di abusi sulla quale Hélène Jaffé si sofferma è quella del Chad, sotto la presidenza di Hissène Habré (1982-1990). La crudeltà del suo regime ha addirittura condotto alla creazione di un tribunale internazionale (in Senegal), che l’ha condannato all’ergastolo nel 2016. Come medico che aveva prestato cure a persone vittime del regime, Hélène Jaffé ha testimoniato al processo. Ricorda (p. 119): “Non ho voluto fare un elenco esaustivo delle torture, ma insistere sulle conseguenze, nel tempo, degli abusi subiti, fino alle sequele croniche che giustificano una dichiarazione d’invalidità permanente parziale. ‘Esiste una cura per la tortura?’, mi ha chiesto uno dei procuratori delegati. Questa domanda mi ha portato a parlare del danno psicologico, che è presente in tutti i casi, in varia misura, e a rispondere: ‘No’. Non si potrà mai curare un attacco così grave all’intimo di un individuo, a ciò che costituisce la sua dignità e la sua qualità di essere umano”.

Annunci
Leggi anche
Torna su
No results found...