Il settore dell’abbigliamento e del tessile in Egitto sta vivendo una fase di forte espansione, alimentata da mutamenti economici globali e da un crescente afflusso di investimenti diretti esteri (IDE). Secondo Mohamed Abdel Salam, presidente della Camera dell’abbigliamento pronto e dei tessuti presso la Federazione delle Industrie Egiziane, l’Egitto rappresenta oggi un ambiente favorevole per la produzione grazie ai suoi solidi fondamentali economici e alla convenienza operativa.
Tra i principali vantaggi competitivi figurano i costi contenuti per l’energia elettrica (0,07 dollari/kWh contro una media di 0,12 in altri mercati), per l’acqua (0,30-0,50 dollari/m³ rispetto a oltre 1,50 altrove), per la costruzione (500-800 dollari/m², circa la metà di altri paesi), e un’IVA al 14%, più bassa rispetto alla media internazionale. Anche i salari risultano concorrenziali rispetto ai parametri regionali. Questo mix di fattori ha attirato numerose aziende globali del settore moda ad avviare o espandere le proprie attività nel Paese.
Un caso significativo è rappresentato dal gruppo industriale turco Shahinler, già presente in Egitto con investimenti per 50 milioni di dollari. La società, guidata da Kamal Shahin, ha avviato colloqui con le autorità egiziane per trasferire parte delle sue attività produttive, in particolare nei settori del cotone, della filatura, della tessitura e dell’abbigliamento confezionato. Il piano prevede la creazione di nuovi impianti, con una superficie tra i 50.000 e i 100.000 m², una produzione annua di 3 milioni di capi d’abbigliamento formale e la generazione di circa 3.000 nuovi posti di lavoro.
Questi sviluppi confermano il ruolo strategico dell’Egitto come hub emergente per la produzione tessile a livello globale. Secondo Abdel Salam, la crescita trainata dalle esportazioni continuerà a essere un motore decisivo per attrarre capitali stranieri e promuovere l’occupazione nel Paese.


