I lavori parlamentari ci offrono (la calendarizzazione è una coincidenza, il contesto decisamente meno) una conferma che, passata la sentenza sull’omicidio di Giulio Regeni che parte delle istituzioni considerava un ostacolo giudiziario, le relazioni tra Italia ed Egitto intendono proseguire come se non fosse successo niente.
Domani, giovedì primo ottobre, alla Commissione Difesa della Camera è previsto il voto sul disegno di legge di ratifica della proroga del Memorandum d’intesa sulla cooperazione nel settore della difesa con l’Egitto.
È un testo breve, sette articoli e un annesso. Prevede attività addestrative, scambio di informazioni e materiali, collaborazione tra istituti di formazione militare e programmi congiunti.
Firmato nell’era Mubarak, nel 1998, ratificato dall’Italia nel 2003 ed entrato in vigore nell’era al-Sisi l’11 agosto 2015, per tutto il decennio della sua durata non è mai stato messo in discussione. Nel 2025, mentre le udienze del processo evidenziavano le responsabilità degli indagati, due note verbali rendevano note le volontà delle due parti al rinnovo.
Il Senato si è espresso favorevolmente il 9 giugno di quest’anno. Le relazioni tra Roma e il Cairo proseguono amichevolmente. Del resto, come ha dichiarato il ministro Tajani, “hanno condannato tre persone, in primo grado, non l’Egitto”.


