Le autorità giudiziarie di Eswatini continuano, con vari pretesti, a ritardare l’esame dell’appello finale dell’ex parlamentare dell’opposizione Mduduzi Bacede Mabuza, che il 1° luglio 2023 è stato condannato a 85 anni di carcere per “omicidio”, “terrorismo” e “sovversione”, quest’ultimo reato previsto da una legge che risale addirittura al 1938.
Con Bacede Mabuza, è stato condannato, a 58 anni di carcere, un altro ex parlamentare, Mtandeni Dube. Entrambi sono stati giudicati colpevoli di incitamento alla rivolta durante le manifestazioni in favore della democrazia del giugno 2021. Le condanne sono state confermate in appello il 15 luglio dello scorso anno.
Per ben tre volte, nonostante tutta la documentazione presentata fosse in regola, l’appello di Bacede Mabuza contro la condanna è stato omesso dal registro della Corte suprema.
Come dimostra anche questa vicenda, il potere giudiziario di Eswatini è privo di ogni indipendenza ed è prono al servizio del governo: negli ultimi quattro anni ha fatto di tutto meno che proteggere i diritti umani e ha contribuito alla persecuzione di esponenti dell’opposizione, difensori dei diritti umani, attivisti e giornalisti.
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