Quando, grazie a una richiesta basata sul Freedom of information Act, negli Usa è stato reso pubblico il memorandum d’intesa firmato il 14 maggio 2025 con Eswatini, è venuto alla luce un accordo terribile e illegale: in cambio di 5,1 milioni di dollari vincolati alla “gestione dell’immigrazione e delle frontiere”, lo stato dell’Africa australe ha accettato di accogliere fino a 160 persone espulse dagli Usa.
Non è certo quante siano attualmente le persone, prive di qualunque relazione con Eswatini, finite nel carcere di massima sicurezza di Matsapha, a due chilometri dall’aeroporto internazionale dedicato al re Mswati III.
Con le ultime quattro arrivate l’11 marzo da Phoenix, Arizona (due somali, un sudanese e un tanzaniano), il totale dovrebbe essere di 19.
Dunque, gli Usa continuano a spedire come pacchi postali persone in un paese col quale non hanno alcun legame, sulla base di un accordo che desideravano rimanesse segreto. All’atterraggio, queste persone vengono poste in prigione arbitrariamente, non si capisce su quale base legale.
Tre dei 19 hanno presentato una denuncia alla Commissione africana sui diritti umani e dei popoli, sostenendo che la loro prolungata detenzione sia illegale.
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