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Salute

eSwatini, oltre 5.000 i bambini vaccinati nella Settimana africana delle vaccinazioni

Un modello virtuoso in un continente troppo spesso colpito da disuguaglianze sanitarie, può rappresentare un faro per il futuro.

Nel cuore del piccolo regno di eSwatini, la salute pubblica ha scritto una pagina storica del paese. Dal 5 al 9 maggio 2025, in occasione della Settimana africana della vaccinazione, eSwatini ha realizzato una campagna nazionale di recupero vaccinale che ha raggiunto 5.181 bambini con vaccini essenziali, superando ogni aspettativa.  

 

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Guidata dal Ministero della Salute in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’UNICEF ed altri partner internazionali, la campagna ha ampliato la portata dell’immunizzazione, estendendo la somministrazione del vaccino contro il Papillomavirus umano (HPV) fino alle ragazze di 20 anni. Una decisione avanguardista che posiziona eSwatini come primo Paese africano a vaccinare ragazze oltre i 18 anni contro l’HPV, in un continente dove l’accesso equo ai vaccini resta una sfida purtroppo all’ordine del giorno. 

 

In soli cinque giorni, 238 ragazze hanno ricevuto il vaccino HPV, mentre decine di centri e unità mobili hanno somministrato una vasta gamma di vaccini di routine, che va dalla BCG contro la tubercolosi ai vaccini antipolio (bOPV e IPV), passando per difterite, tetano, pertosse, epatite B, Haemophilus influenzae di tipo b, morbillo, rosolia e rotavirus. 

 

Il segreto del successo? Un’efficace mobilitazione delle comunità locali ed una rete capillare di comunicazione attraverso piattaforme digitali come WhatsApp. In aree remote, diverse squadre mobili hanno raggiunto i bambini “zero-dose”, ossia quelli che non avevano mai ricevuto una vaccinazione, garantendo equità ed inclusione. 

 

Nosimilo Dlamini, madre di tre bambini, ha raccontato con orgoglio di aver vaccinato tutti i suoi figli durante la campagna: «Ora sono vaccinati e raramente si ammalano. Possono andare a scuola senza fermarsi e crescere forti». 

 

«Questa campagna non riguarda meramente i numeri. Parla di fiducia, accesso e diritti fondamentali», ha dichiarato Rejoice Nkambule, vicedirettore dei Servizi sanitari pubblici. Parole condivise da Susan Tembo, rappresentante OMS nel Paese: «eSwatini dimostra cosa sia possibile ottenere quando governo, comunità e partner internazionali lavorano insieme per la salute di ogni bambino». 

 

L’OMS e le Nazioni Unite hanno già confermato il loro impegno a sostenere eSwatini nel rafforzamento dell’immunizzazione di routine, nell’integrazione dei servizi sanitari di base e nell’introduzione di nuovi vaccini. Un modello virtuoso, si, che, in un continente troppo spesso colpito da disuguaglianze sanitarie, può rappresentare un faro per il futuro. 

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