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Etiopia

Etiopia, alleanza contro il governo: dal Tplf all’Ola, tutti contro Abiy Ahmed

Etiopia, report ONU sui crimini di guerra e violanzione dei diritti umani in Tigray

Alcuni gruppi armati del paese annunciano un'alleanza in funzione antigovernativa, tra i quali le milizie Fano ed il Tplf. Le truppe tigrine stamattina occupano l'aeroporto di Mekelle. Perché una guerra regionale può innescare una reazione a catena in tutto il Corno d'Africa.

Annunciata alleanza in funzione antigovernativa. Le truppe tigrine stamattina occupano l’aeroporto di Mekelle. Si combatte nel Raya e a confine con Afar.

Sette gruppi armati etiopi, tra cui nemici di lunga data che hanno combattuto su fronti opposti nella guerra nel Tigray del 2020-2022, hanno detto di aver formato un’alleanza volta a rovesciare il governo del primo ministro Abiy Ahmed.

L’annuncio della Ethiopian Peoples’ Forces Alliance for Survival descrive l’alleanza tra il Fronte di Liberazione del Popolo del Tigray, il Movimento Nazionale di Amhara Fano, l’Esercito di Liberazione di Oromo, il Fronte di Liberazione Nazionale di Ogaden, il Fronte di Unità Democratica Rivoluzionaria di Afar, il Movimento di Liberazione del Popolo Benishangul e il Movimento Democratico del Popolo di Gumuz come necessaria per ristabilire la pace nel paese e il rispetto dei diritti umani nel paese e contenere lo strapotere del governo dittatoriale del Prosperity Party.

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La dichiarazione riporta l’assunzione di responsabilità diretta di rovesciare il governo in carica, reo di centralizzare il potere, di emarginare gli stati che compongono la federazione e di spingere il paese verso la disintegrazione. L’alleanza ha detto di voler stabilire un governo di transizione inclusivo e iniziare un dialogo nazionale.

Sorgono dubbi sull’esistenza o meno di un’unica regia strategica dell’alleanza. Perché i tentativi di lavorare insieme potranno essere ostacolati dalla natura politica e militare debole di molti dei gruppi, dalle distanze geografiche tra loro e dalle differenze politiche, affatto marginali.

La coalizione tuttavia pone una nuova sfida per il governo di Abiy, perché collega conflitti diversi ( sia geograficamente che a livello temporale) che il governo federale ha precedentemente affrontato separatamente.

L’alleanza è stata annunciata dopo che le rinnovate schermaglie tra le forze federali e quelle tigrine avevano sollevato timori che l’Etiopia potesse tornare a operazioni sul campo di ben altro calibro.

Effetti che non hanno tardato ad arrivare, intorno alle 08.00 di questa mattina, alcune fonti mi hanno riferito che il Tplf stava procedendo ad occupare militarmente l’aeroporto di Mekelle “Alula Abanega”, nel Tigray, controllato dalle forze federali. La notizia è stata presto confermata anche da vari network internazionali, che hanno riportato anche la sospensione dei voli verso tre aeroporti del paese, Mekelle naturalmente ma anche Axum e Shire.

Finbarr O’Reilly/The New York Times

Certamente, l’emergere della coalizione non significa che questa possa rovesciare il governo di Abiy Ahmed senza problemi. Le leadership dovranno prima superare le divisioni etniche, quelle territoriali e infine quelle politiche che hanno alimentato i conflitti e le istanze politiche di ognuna di esse, ma il cambio di paradigma, tra lo scontro interno tra fazioni a quello unitario in funzione anti-governo è notevole, c’è da ammetterlo.

Se gli accordi di Pretoria hanno fermato i combattimenti nel Tigray, dall’altra hanno cambiato le alleanze sul campo. La dichiarazione congiunta del luglio 2018, firmata da Abiy e dal presidente eritreo Isaias Afwerki, che aveva posto fine alle ostilità dopo la guerra di confine del 1998-2000 e prometteva cooperazione, tramutatasi ben preso in appoggio nella guerra contro le truppe tigrine, si è infranta proprio con gli accordi, ai quali né gli eritrei né le milizie Amhara Fano sono stati invitati a partecipare.

Un’esclusione che oggi ha portato ad un avvicinamento del governo eritreo alla leadership tigrina ed alle milizie Fano, in un capovolgimento di fronti che ha dell’incredibile.

Capovolgimenti riscontrabili anche nella persona di Getachew Reda, un tempo negoziatore per il TPLF, ora allineato con Abiy e suo consigliere, che oggi cerca un’intesa con lo stato che prima rappresentava o  nelle milizie Amhara Fano, una volta a fianco del governo nella guerra nel Tigray, oggi contrapposte al governo centrale e tra le più attive militarmente contro l’ENDF.

Gli accordi di Pretoria hanno fermato i combattimenti, ma non hanno risposto alle esigenze del Tigray. Le zone contese, la presenza di centinaia di migliaia di sfollati interni, la presenza di truppe straniere sul proprio territorio, la chiusura pressoché totale in una sorta di assedio di stampo medievale sono tutti nodi lasciati irrisolti.

Proprio nel momento in cui questo articolo viene scritto, si combatte nel Raya a confine tra regione Amhara e Tigray ed anche nelle zone confinanti con la regione Afar. Ciò denoterebbe un’escalation degli eventi piuttosto chiara, sebbene ciò che sappiamo sia del tutto parziale e vada seguito momento per momento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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