Il 14 novembre l’Autorità per le organizzazioni della società civile, un organismo governativo dell’Etiopia, ha sospeso il Centro per l’avanzamento dei diritti e della democrazia, citando presunti motivi di faziosità politica e accusando l’Ong di svolgere attività contrarie agli interessi nazionali.
Il 21 novembre lo stesso provvedimento è stato preso nei confronti dell’Associazione per i diritti umani in Etiopia e di Avvocati per i diritti umani.
Le vaghe e non provate accuse di mancanza di neutralità politica e di attività contrarie agli interessi nazionali non sono una novità: sl contrario, vengono regolarmente usate per limitare i diritti alla libertà di espressione e di associazione.
In un contesto fragile e segnato dai conflitti interni, come è quello dell’Etiopia, il ruolo della società civile e in particolare dei gruppi che difendono i diritti umani è cruciale.
Le tre Ong sospese hanno fatto immediatamente ricorso contro i provvedimenti ai loro danni. Amnesty International ha preso le loro difese, sollecitando il governo federale ad annullarli.
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