Etiopia e Russia hanno firmato ieri un accordo per la pianificazione e la costruzione di una centrale nucleare nel paese africano. Pianificazione e costruzione sarebbero in capo a ROSATOM la società di stato per l’energia nucleare russa. Il sito dovrebbe sorgere nella parte orientale del paese africano.
A darne notizia anche l’agenzia di stampa russa RIA, l’accordo sembra ormai discusso e sottoscritto; a fargli da cornice un forum sull’energia nucleare diretto da ROSATOM, per la quale è intervenuto lo stesso Direttore Generale, Aleksei Likhachev, al quale ha fatto il paio Ashebir Balcha, CEO della Ethiopian Electric Company.

Nel 2017 la Nigeria ha firmato un accordo con Rosatom per la costruzione di una centrale nucleare a Geregu, nello stato di Kogi; il Kenya sta puntando a costruire una centrale nella contea di Kilifi lungo la costa. Tra gli stati che presumibilmente entro 20 anni potrebbero avere una propria centrale nucleare vi sono il Marocco, il Rwanda, la Tanzania, il Senegal, la Tunisia, lo Zambia, lo Zimbabwe e l’Uganda.
Come già annotato per la costruzione della GERD, la Grand Ethiopian Renaissance Dam, la grande diga sul Nilo – di cui ho raccontato storia, progettazione e inaugurazione – nel continente che registra una costante crescita demografica (nel 2050 si prevede una crescita della popolazione da 1,4 miliardi di abitanti a circa 2,4), la questione dell’accesso all’elettricità è ormai una questione cruciale. Allo stato attuale, ad avere accesso all’energia elettrica sono 685 milioni di persone, meno della metà dell’intera popolazione.
Sebbene l’energia elettrica prodotta con fonti rinnovabili viaggi spedita, la strada tracciata negli investimenti che prevedono un mix energetico sembra la più gettonata.
L’Etiopia come altri paesi e come già constatato per la GERD ha problemi soprattutto con le infrastrutture: produrre va bene, poi bisogna portare l’energia elettrica nelle case. Questo potrebbe essere un primo problema da affrontare anche per l’energia nucleare, che andrebbe a fare il paio con il grande problema dello smaltimento delle scorie nucleari.

